Francesco Maiolini, ad di Banca del Fucino, è rimasto in silenzio dopo l’iscrizione nel registro degli indagati. Insieme con Luigi Bisignani e Mauro Masi è accusato dalla Procura di Roma di aggiotaggio e manipolazione del mercato.
L’inchiesta nasce da un esposto di Claudio Lotito, presidente della Lazio. Come riporta la Repubblica, secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, e i sostituti Lorenzo Del Giudice e Lucia Lotti, i tre indagati avrebbero diffuso «notizie false» per «provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa, società quotata». In sostanza, gli inquirenti ritengono che i tre indagati facciano parte di un disegno volto a indurre Lotito a cedere la Lazio ad un acquirente (al momento nessuno si è mai palesato ufficialmente, ndr).
Gli scenari ipotizzati dalla Procura
La Procura di Roma, dopo le perquisizioni effettuate ieri a carico dei tre soggetti, vuole verificare altre due situazioni. In primis, se ci sia stato un guadagno monetario susseguente all’alterazione del titolo Lazio in Borsa. L’ultima ipotesi investigativa, riporta Il Corriere della Sera, è capire se dietro questa storia ci sia qualche esponente di Forza Italia, propenso a emarginare Lotito nel suo partito. Parliamo di tre scenari, al momento, tutti da dimostrare.
Come scrive ancora Via Solferino, l’inchiesta avrebbe fatto un salto di qualità grazie ai contenuti di telefoni e altri device intestati ai coindagati dell’attuale indagine. «Successivamente alla perquisizione dei coindagati nonché all’estrapolazione dei dati acquisiti sui dispositivi in uso ai medesimi è emerso che l’attività, o alcune delle attività di denigrazione e diffusione attraverso i social network sono state in tutto o in parte finanziate da Francesco Maiolini amministratore della Banca del Fucino». Le perquisizioni di cui si parla sarebbero stato effettuate un paio di settimane fa.
Secondo la Procura quindi, ci sarebbe stato un passaggio di soldi che avrebbe origine dall’attuale ad della Banca del Fucino. Proprio Maiolini, nel momento in cui scriviamo, resta l’unico attore di questa indagine ad aver mantenuto il massimo riserbo. Anche nel suo caso, ovviamente, tutte le accuse dovranno essere corroborate da prove concrete.
Fondamentale quindi, per lo sviluppo dell’inchiesta dopo la corrente fase delle indagini preliminari, saranno i risultati delle perquisizioni effettuate ieri mattina a carico di Bisignani, Masi e Maiolini. In particolare, i contenuti dei telefoni, pc e altri device attenzionati dagli inquirenti.
foto: bancadelfucino.it
