Il binomio Lazio-Lotito non lascia speranze: con la Champions solito copione

Puntuale come la stella cometa la notte di Natale, l’anno della Champions League in casa Lazio coincide con un campionato pieno di difficoltà alle soglie dell’anonimato. Prima Delio Rossi, Pioli, Simone Inzaghi e per ultimo Maurizio Sarri hanno fatto i conti con una strategia societaria quanto meno discutibile e inspiegabile. Acquisti da prima sconosciuti, proseguendo poi con giocatori sopravvalutati e strapagati rilevati poi autentiche zavorre sul bilancio societario.

Lo scenario si completa poi con equivoci tecnici sfociati in questo anno, con un mercato fatto senza il placet di Sarri, mugugni interni mai risolti, rinnovi in bilico. Le dimissioni del tecnico toscano, sono stata la conseguenza di questi mesi travagliati, con uno spogliatoio in subbuglio, privo di motivazioni. Al suo posto è subentrato Tudor che in pieno tsunami sta cercando di rimettere a posto i pezzi di un vaso rotto da tempo.

Niente di nuovo sotto il sole di Formello, se non fosse che di tutto questo spettacolo avvilente ,il popolo laziale è ormai stanco. I tifosi sono l’ unica cosa da salvare in questa annata (con oltre 30.000 abbonamenti sottoscritti-record dell’era Lotito- e una media di 46.000 spettatori). Presenti sempre in casa e in trasferta, sostenendo la squadra in ogni angolo d’ Europa e d’ Italia. La pazienza sembra arrivata agli sgoccioli per chi fa sacrifici in nome di un ideale chiamato SS LAZIO.

Foto: sslazio.it

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