FOCUS – Una “Newco” per il Flaminio: chi costruirà lo stadio? Lotito: “Disegnato come l’avrebbe fatto Nervi”

Ieri mattina è arrivata la notizia che tanti tifosi aspettavano: la Lazio ha consegnato la documentazione integrale per la riqualificazione del Flaminio. L’arrivo della PEC è stato ufficializzato con una nota dal Dipartimento Sport di Roma Capitale. Ora, salvo richieste di ulteriori integrazioni o modifiche al plico inviato, il Campidoglio potrà finalmente attivare la Conferenza Servizi Preliminare (CSP), sul cui significato ci siamo già espressi in passato.

Il Flaminio è stato inaugurato per Roma 1960 e di fatto inutilizzato dal 2011, quando venne chiuso. Come riporta Il Messaggero, il progetto proposto ieri non è diverso da quello prodotto a marzo 2025: 50.750 posti, il Museo della Lazio, 4.400 posti auto. L’investimento è passato da 438,2 milioni a oltre 480, una crescita di circa 50 milioni.

L’iter scelto è quello del Partenariato Pubblico-Privato (PPP), il cui riferimento normativo è il Codice degli Appalti. Come noto, a ottobre 2025 la Lazio aveva chiesto al Campidoglio la possibilità di valutare la concessione del Diritto di Superficie. Su tale richiesta l’Avvocatura Capitolina ha dato parere positivo, da lì un allungamento dei tempi che ha portato a completare la documentazione con la spedizione della PEC di ieri al Dipartimento Sport di Roma Capitale.

Come noto, grazie al Diritto di Superficie, la cui durata è pari a 90 anni, la Lazio di fatto diventerebbe proprietaria del manufatto presente sopra il suolo, ovvero lo Stadio Flaminio e tutto quello che rientra, sempre sopra il terreno, nell’area indicata dalla bozza di Convenzione, anch’essa presentata ieri.  

Chi pagherà e chi farà lo Stadio?

Per sostenere un investimento così corposo e non incidere sul già zoppicante bilancio della Lazio (leggi ribasso dei ricavi senza introiti europei né sponsor, ndr), il proponente darà vita a una cosiddetta società di scopo, una “Newco”.

Come riporta Via del Tritone, questa società sarà l’affidataria del Flaminio, ovvero quella a cui verrà data la concessione col diritto di superficie. Nella Bozza di convezione si legge che sarà “responsabile della realizzazione degli interventi di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento del complesso e delle opere complementari di urbanizzazione e della loro gestione”.

Tradotto, questa “Newco” di fatto potrebbe anche scegliere chi costruirà il “nuovo” Flaminio ? (la famiglia Mezzaroma è casato di costruttori, ndr) Dubbi da sciogliere in base al Codice degli Appalti, ma la prassi dovrebbe prevedere una messa a bando in base al progetto definitivo. Certamente la affidataria potrà metterlo a reddito anche nei giorni differenti rispetto a quelli nei quali si gioca. Nella Convenzione c’è scritto: “Nei giorni non destinati all’attività calcistica della Lazio, avrà facoltà di utilizzare il Flaminio anche per attività di diversa natura”. Stiamo parlando di eventi quali congressi, tornei di calcio internazionali o concerti, tutto ciò che genera ricavi.

Lotito al Messaggero ostenta fiducia sulla bontà del progetto e sul fatto che sarebbe piaciuto anche al suo creatore. “Il nostro progetto è stato fatto prendendo spunto dai lavori di Pier Luigi Nervi su possibili ampliamenti del Franchi di Firenze (altra sua opera, ndr) e del Flaminio. In sostanza possiamo considerare il nostro progetto come se lo avesse disegnato lo stesso Nervi”.   

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