Flaminio: lunedì vertice in Regione ma lo scoglio resta la Soprintendenza Speciale

La disfida per l’assegnazione del Flaminio lunedì conoscerà un altro passaggio. La Regione Lazio ha infatti chiesto alla Lazio alcuni chiarimenti sulla documentazione consegnata entro il 9 luglio. Quella data era il limite previsto per rispondere ad altre criticità segnalate sempre dalla Pisana.

Domani quindi si terrà una call tra i tecnici della Regione Lazio e la squadra che lavora al progetto per la riqualificazione del Flaminio. Va detto che in passato si era tenuto un altro vertice in Regione Lazio, stavolta in presenza. In tal senso, non va esclusa la partecipazione del presidente Claudio Lotito. Tornando ai nodi di cui si parlerà domani, non dovrebbe trattarsi di scogli insuperabili, elementi la cui soluzione potrebbe avvenire anche dopo la pronuncia della Conferenza Servizi Preliminare (CSP).

Come noto, l’iter amministrativo si trova nella fase della CSP, iniziata il 25 maggio e che vedrà la sua dead line il prossimo 8 agosto. Entro quest’ultima data, i 39 enti che compongono il tavolo della CSP dovranno esprimere il loro parere in merito al materiale prodotto da Formello.

In sostanza, da questi pareri si potrà capire se il progetto del catino di Nervi possa vedersi riconosciuto il pubblico interesse. Pubblico interesse, ricordiamo, che va votato prima dalla Giunta e quindi dall’Assemblea Capitolina.

Sul Flaminio la battaglia vera è con la Soprintendenza Speciale

Detto del vertice in Regione, per i progettisti del Flaminio targato Lazio, in primis lo Studio Archea dell’architetto Marco Casamonti, lo scoglio resta la Soprintendenza Speciale, presieduta da Daniela Porro. Il tavolo tecnico, come raccontato già il 17 giugno in esclusiva da laziofamily, ha mosso due criticità principali.

Il primo fa riferimento al mantenimento dell’attuale pensilina, unico segmento di copertura del Flaminio così come realizzato nel 1959. In secondo luogo, il punto di scontro riguarda l’edificazione del secondo anello. Per come concepito da Casamonti, secondo San Michele, il secondo anello andrebbe a oscurare le linee del Flaminio targato Nervi, di fatto inglobandolo. Non solo. Un punto specifico di critica riguarda i cavalletti di sostegno realizzati per sostenere appunto i nuovi spalti. Questi sono indispensabili per aumentare la capienza attuale, ferma col primo anello a neanche 20000 spettatori.

Il progetto della Lazio prevede una capienza di circa 50.000 posti, mantenendo la pensilina dove si trova ora, si andrebbero a perdere tra i 5000 e i 7000 spettatori. Come detto, dall’8 agosto in poi ne sapremo di più. La sensazione è che la quadra sia molto lontana, anche perché la Soprintendenza di fatto risponde solo a se stessa e come noto Lotito non è mai stato incline ai compromessi. Se il presidente della Lazio non dovesse addivenire a più miti consigli, il rischio di sbattere contro un muro, ops un vincolo, resta sensibilmente alto.

Foto: sslazio.it

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