Flaminio – Lotito chiama il Comune, Onorato: “Non siamo al bar”

Se non è una partita a scacchi poco ci manca. Il futuro dello Stadio Flaminio è una spina tanto in Campidoglio, quanto in casa Lazio, con Claudio Lotito pronto a fare il passo decisivo. Prima, però, il presidente vuole un incontro in Campidoglio con le parti in causa, in primis amministrazione e Soprintendenza nazionale. L’opera firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi versa in uno stato che l’Aula Giulio Cesare non intende più tollerare, quindi a Lotito, solo due giorni fa, l’assessore al Turismo, Sport e Grandi Eventi, Alessandro Onorato, aveva dato l’ennesimo aut aut: presentare il progetto di fattibilità entro il 2022.

La produzione dello studio di fattibilità è previsto dalla Legge Stadi, normativa in vigore dal 2014 e scelta da Lotito per abbreviare i tempi. Una volta recepito dal Campidoglio, quest’ultimo dovrà indire la cosiddetta Conferenza di Servizi Preliminare. Su questo però si registra lo scoglio: Lotito vorrebbe sapere prima cosa è possibile fare su due temi in particolare: la possibilità di portare la capienza a 40/45000 posti; la copertura integrale della struttura.

Lotito: “Ho il progetto chiaro: superare i vincoli come al Franchi”

Il presidente Lotito ha rivelato novità importanti in un’intervista al Messaggero. «Non ho mai mollato. Io agisco senza proclami, in silenzio, ho fatto mille rilievi e approfondimenti, senza stare ai diktat di nessuno», ha spiegato l’imprenditore romano che la scorsa settimana ha brevemente visto l’assessore Onorato alla prima dell’Opera, quindi venerdì e sabato si è confrontato con la Soprintendenza, istituto che dirà l’ultima parola sui tanti vincoli presenti sulla creazione dei Nervi.

Una vecchia immagine del Flaminio

L’azionista di comando biancoceleste ha rivelato la volontà di istituire un tavolo informale per evitare ulteriori perdite di tempo. «Ho parlato con le Soprintendenze. E ora, a breve, si potrà avere pure questo incontro congiunto in Campidoglio per capire se la capienza potrà essere portata ad almeno 45mila posti, superando ogni antico vincolo come al Franchi. Io, il progetto, ce l’ho chiaro».
Lo stadio gigliato, anch’esso firmato Nervi, verrà riqualificato con un poderoso intervento che prevede anche l’utilizzo di fondi del PNRR, con zero spese per il presidente Commisso, rimanendo ovviiamente di proprietà di Palazzo Vecchio. In particolare, sarà possibile realizzare una copertura integrale dello stadio, grazie all’ok proprio delle Soprintendenze.

Uno stadio per l’Europa

Lotito insiste sulla soglia dei 45000 nella speranza di ospitare in futuro anche finali di Europa League o di Champions (al momento per quelle di Conference basta meno, vedi le 21mila sia dello stadio di Tirana, 2022, sia dell’Eden Arena di Praga, 2023). Possibile bastino anche 40000 posti, considerando che l’Allianz Stadium di Torino, inaugurato nel 2011, conta al massimo 41507 spettatori.

Foto: sslazio.it

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