Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, a margine della presentazione di Diogo Leite, ha risposto alle domande dei cronisti. Riportiamo i passaggi relativi al prossimo mercato e al fatto che i biancocelesti rischino un’altra sessione di trasferimenti a saldo zero, se non con il mercato bloccato (solo se il valore dell’indice del Costo del Lavoro Allargato, CLA, superi il valore di 0,82):
“Tutti i nuovi contratti vanno a impattare sul costo del lavoro allargato. Su questo vecchio indice, mi sento di tranquillizzare chiunque, riusciremo comunque a fare mercato come abbiamo sempre fatto. Ma anzi, riusciremo a patrimonializzare il parco giocatori della Lazio. Credo che il valore della rosa della Lazio si possa attestare intorno ai 400 milioni di euro. Nei prossimi giorni usciranno dei parametri ufficiali, queste sono le mie proiezioni.
Questo è un dato molto importante, significa che puoi tranquillamente operare sul mercato con cessioni e prendere giocatori altrettanto validi, da Castellanos a Guendouzi ecc. Quest’anno abbiamo perso Gila, Romagnoli che aveva il desiderio di andare a giocare altrove e l’abbiamo accontentato. Non penso che abbiamo depotenziato la rosa, ma aggiustata. Il calcio è una brutta bestia, dobbiamo lavorare su questo percorso che abbiamo intrapreso per raggiungere l’obiettivo minimo di riportare la Lazio in Europa”.
Il dirigente biancoceleste si esprime così sulle operazioni fatte nella sessione appena conclusa. “Non sono il tipo che si deve autocelebrare, sono qui perché il ruolo me lo impone. Il voto lo devono dare gli addetti ai lavori, si devono dare a fine anno. Se l’anno scorso abbiamo meritato un 5, un 4,5 un 3, ora aspetterei fine anno per fare delle valutazioni. Non mi piace attribuire meriti alla campagna acquisti, al mister… Non ci devono essere egoismi, io sono stipendiato per fare il mio lavoro e cerco di farlo al meglio. Se ci riesco o no lo sa solo il buon Dio. Rimando le valutazioni a fine campionato. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con passione, con amore verso questa società e questi colori e per i tifosi”.
Il ds ammette quindi che la qualificazione alle coppe europee resta un obiettivo. Cosa accadrebbe se la Lazio non ci riuscisse? “Veniamo da anni particolari, dove giocatori che hanno fatto la storia della Lazio non ci sono più. La strada intrapresa è questa, dove arriveremo non lo so. Mi auguro vivamente che possiamo migliorare sempre di più questo risultato per far sì che la Lazio torni al più presto nelle competizioni europee. Senza Europa? Non farei nulla, prenderei atto della situazione, ho una proprietà che deve valutare”.
A Formello non è aria di certezze, ma quando si chiede se la Lazio a gennaio potrà operare senza vincoli, questa è la risposta di Fabiani.
“Bisogna aspettare ulteriori verifiche da parte della Covisoc, abbiamo preso sei giocatori, ne sono andati via quattro anche in scadenza. Fare contratti pluriennali ti vanno a impattare nel CLA. La fortuna di questa Lazio, ma come di altri club, è patrimonializzare. Quando hai il valore dei singoli, questo mi fa stare tranquillo. Non è una società bloccata, con il valore del parco giocatori vicino allo zero. Tra le mille difficoltà, siamo riusciti a patrimonializzare”.
Restando in tema, considerata la scarsa liquidità in cassa, si teme che la Lazio a giugno prossimo, per riscattare alcuni giocatori – leggi Frattesi su tutti – sia costretta a cedere altri pezzi.
“Ci sono dei contratti depositati in Lega che vanno rispettati e riscattati. Non ho mai fatto il passo più lungo della gamba, se abbiamo fatto questi contratti… abbiamo fatto delle operazioni che invece che dare i soldi con la mano destra te li do con la sinistra. Ci sono delle norme che andrebbero affrontare, peggiorative per ogni società. Per quale motivo qualsiasi club si può avvalere soltanto di due svincolati nella sessione di mercato? Perché devo avere un limite? Sicuramente non li paghiamo a prezzo di mercato, ma deve essere una cosa positiva per tutte le società. La Lazio farà come ha fatto in tutti questi anni nella presidenza Lotito e anche quando sono arrivato io: tutti gli impegni li ha sempre mantenuti. Quando si fanno queste operazioni, le si fanno insieme al proprietario, alla contabilità, al segretario generale perché tutto deve combaciare. Le operazioni fatte, pur andando a finire nel costo del lavoro allargato, abbiamo la consapevolezza che possiamo soddisfare tutte le esigenze di cui abbiamo bisogno”.
