Fabiani e il “passo indietro”: “Parlavo a tutto l’ambiente. Serve confronto tra chi ne ha diritto”

“C’è un questione in ballo che va risolta, giocare senza tifosi non è semplice, alla lunga ti portano punti in più. Nel weekend ho visto qualche partita e i tifosi hanno dato la forza per ribaltare il risultato”. Con queste parole Angelo Fabiani, durante la presentazione di Diogo Leite, oltre a rispondere sul mercato, è tornato sulla richiesta di un dialogo con i tifosi per mettere fine alla contestazione attuale.

“Quando l’altra volta l’ho chiesto per favore, non l’ho detto ai tifosi, ma di ragionare tutti insieme per trovare una sintesi. Non entro nel merito di queste questioni, il mio compito è dire a tutti di provare a risolvere questo problema. Penso che il calcio è bello perché ci sono i tifosi, c’è tanta positività, c’è di tutto e di più. I tifosi mancano, questa è la verità. Hanno preso questa decisione, la rispettiamo e andiamo avanti”, afferma il direttore sportivo, che poi aggiunge ” Nell’allenamento a porte aperte sono venuti tanti tifosi, ci hanno tenuto a dire che staranno sempre vicino ai giocatori, che seguono le sorti della squadra. Vediamo se il tempo potrà aggiustare il tiro da questo punto di vista. Io faccio un altro mestiere, vediamo che faranno le persone preposte. Il mio discorso non era indirizzato ai tifosi ma a tutto l’ambiente, siamo tutti noi che forniamo quell’alchimia positiva o negativa”.

Fabiani non commenta le parole di Lotito che ha definito la protesta “illogica”, ma rilancia la volontà di un incontro, quasi un bisogno di mediare.

“Posso parlare per me. Con il mio gruppo di lavoro stiamo facendo l’impossibile per mettere a disposizione del tecnico e della tifoserie tutti i gicoatori per togliersi delle soddisfazioni. Cosa si può fare… C’è bisogno di mediare, di abbassare i toni. Io parlo per me, non per conto dei tifosi o del presidente. Sono un umile operatore e direttore. Dico che è una situazione che andrebbe affrontata. Faccio il direttore sportivo, noto e vedo e mi sento di dire alcune cose. Io qui rappresento la società in veste di direttore sportivo, parlo a nome mio. Nella vita nessuno mi ha mai messo il bavaglio, dico ciò che penso. Non è bella per nessuno, per Lotito, per i tifosi, per i giocatori, per la città. A volte ci vuole poco per risolvere il problema. L’importante è metterci tutti quanti a discutere su quello che sta accadendo. Io inviterei anche il presidente Lotito a prendere di petto questa situazione, so che non ci sta bene nemmeno lui. Non faccio l’avvocato difensore del presidente Lotito o di altri. Io rispondo delle mie azioni, se oggi mi sento ancora di lanciare questo appello a tutti, lo faccio sotto la mia responsabilità. Anche se tra un po’ sui social prenderò altri insulti”.

Fabiani, quando gli viene chiesto se ha parlato con Lotito della questione tifosi e del contratto in scadenza, risponde a testa alta, ribadendo la sua autonomia nelle scelte fatte. Oneri e onori.

“Non ho bisogno di parlare del mio futuro, non è mai stato oggetto di discussione e non mi pongo il problema di rinnovare, fino a che sarò il direttore sportivo opererò per il bene della società. Non ho parlato con Lotito, anche no, non spetta a me, e ti ribadisco, tutto ciò che dico è frutto del mio pensiero. Sono un’anima libera, questo è un problema che va affrontato, è in capo al presidente. Pensiamoci tutti quanti, a me sembra un’assurdità. Poi obtorto collo dobbiamo andare avanti comunque”.

Durante la presentazione di Pinamonti, Frattesi, Sutalo e Gudmundsson, l’uomo mercato di lotito aveva chiesto “un passo indietro” ai tifosi, per cercare di aiutare la squadra e Gattuso. Fabiani, sollecitato dai cronisti, ha spiegato meglio il senso delle sue parole.

“Intendo il dialogo, un’apertura su tutti i fronti. Non voglio essere offensivo, passo indietro significa trovare un confronto e un dialogo non per interposta persona. Il confronto deve essere fatto dalle componenti aventi diritto. Secondo me se queste componenti voglio discutere la questione, magari ci può essere un’apertura e una risoluzione di un rapporto così incrinato. A volte nascono queste cose perché le parti non si parlano, basterebbe poco. Sembra che l’uno sfugge dall’altro. Ne parlo a titolo personale, mai nessuno mi ha imposto qualcosa, nemmeno Lotito. Lo faccio perché me lo sento di fare. Tutte queste problematiche il sottoscritto, con problemi anche personali, è stato qui a lavorare per la causa della Lazio. Quando la cosa più semplice sarebbe stata staccare la spina. Io ho preso un impegno e lo porto fino alla fine nel rispetto di tutte le componenti. Voglio dire che queste situazioni devono trovare una sintesi per vedere se ci sono i presupposti per trovare una soluzione positiva per il buon funzionamento di una partita o di una stagione. Sono convinto che esiste il dodicesimo uomo in campo. Parlo un linguaggio calcistico, non voglio fare politica. Io devo stare nel mio recinto. Voi avete bisogno di loro, Fabiani ha bisogno dei giocatori come Gattuso e Lotito. I calciatori hanno bisogno dei tifosi. Vengo da una famiglia laziale, anche loro (le famiglie, ndr.) hanno bisogno dei calciatori, hanno voglia di andare allo stadio perché è un momento di spensieratezza. Riportiamo sui giusti binari quello che è il gioco più bello del mondo”.

foto: sslazio.it

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