Caos arbitri: l’indagine su Rocchi e Gervasoni parte almeno a inizio 2024

L’indagine per concorso in frode sportiva che vede Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni indagati, non nasce per l’esposto dell’ex guardalinee Domenico Rocca. L’ex assistente arbitrale infatti, notifica l’esposto alla Procura Federale il 21 maggio 2025. Nel mirino, come noto, la famosa bussata al vetro della stanza di Lissone dove Paterna al Var e Sozza, Avar, il 1 marzo 2025, coadiuvavano l’operato dell’arbitro di Udinese-Parma, Fabio Maresca.

Come noto, il procuratore federale Giuseppe Chiné, nel luglio 2025, proponeva l’archiviazione, dispositivo condiviso e “vidimato” dalla Procura Generale dello Sport presso il Coni. Ma allora cosa avrebbe fatto scattare l’indagine penale, condotta dal pm milanese Maurizio Ascione? A capirlo ci dà una mano Il Corriere della Sera.

Via Solferino specifica come, prima dell’invito a comparire notificato a Rocchi e al supervisore del Var, Andrea Gervasoni, )in previsione del loro interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile), il pm Maurizio Ascione ha chiesto al gip meneghino la proroga delle indagini preliminari. Questa fattispecie, fino al 2023, poteva essere effettuata per sei mesi dopo i primi sei mesi. Con l’entrata in vigore della Legge Cartabia, per chiedere sei mesi di proroga, è necessario che le indagini siano in corso almeno da un anno. Tradotto, a Milano su questa fattispecie si indaga da almeno 13 mesi (ci sono i 30 giorni di ferie estive, ndr).

Ovvero, prima del famoso “fattaccio” che sarebbe avvenuto a San Siro, in data 2 aprile 2025. In quell’occasione, secondo l’accusa, Rocchi (in concorso con altri soggetti tuttora ignoti e comunque sconosciuti ai difensori dei due principali indagati, ndr), avrebbe agito col fine di designare l’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025 (derby col Milan, passeranno i rossoneri che perderanno la finale col Bologna, ndr). Designazione che avrebbe fatto sì che Doveri, poco gradito all’Inter, non arbitrasse altre gare dei nerazzurri, ritenute secondo la Procura, di “maggiore interesse per la squadra milanese”.

La denuncia dell’avvocato Croce per Inter-Verona

A far partire tutta l’indagine, almeno in parte, potrebbe essere stato l’avvocato Michele Croce, già candidato a sindaco a Verona. Il 6 gennaio 2024 Croce, insieme con i suoi figli, si reca a San Siro per vedere Inter-Verona. Durante il match c’è la famosa gomitata di Bastoni a Duda, gesto per il quale il centrale mancino non viene sanzionato né dall’arbitro né dal Var.

“Ho presentato l’esposto, l’episodio mi è sembrato subito un furto, una frode. L’arbitro Var e il suo assistente avrebbero dovuto obbligatoriamente chiamare l’on field review, cioè chiedere all’arbitro in campo di verificare. Non l’hanno fatto, violando dolosamente una norma del regolamento. Quella scelta ha influito sul risultato della partita”, ha affermato l’avvocato a Repubblica.

Croce sarà sentito dal pm Ascione. “Mi ha convocato prima dell’estate 2025. Mi ha detto che avrebbe
raccolto audio e video. Riteneva che la mia querela non rappresentasse un episodio isolato. E da quello che leggo, ci avevo visto giusto”..

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