Bisignani va dritto: “Vorrei una Lazio fortissima. Dietro di me solo mio figlio”

Luigi Bisignani è indagato per aggiotaggio nell’indagine che ipotizza un disegno criminoso per far svalutare la Lazio e indurre Claudio Lotito a cedere il club. Il giornalista, ieri sera al TG1, ha rispedito al mittente ogni singola accusa. “Ma quale complotto? Questo è un autogol di Lotito, che anziché parlare con i tifosi, li denuncia. L’ha già fatto una volta ed è andata male, per lui andrà male anche questa volta”, ha affermato, prima di aggiungere.

“Questa è la battaglia per chiedere una Lazio fortissima. Perché questa è la maglia dei miei 70 anni (indica una cornice con la divisa ufficiale biancoceleste, ndr.), perché essere laziale significa da padre a figlio a nipote. Questo lo farò sempre”.

Stamattina, sulle pagine del Tempo, in un lungo editoriale, il faccendiere espone la propria posizione, affermando di non voler fare alcun passo indietro.

L’editoriale di Bisignani sul Tempo

“Caro Direttore, per Claudio Lotito questa nuova indagine sarà un autogol. Da anni, anziché confrontarsi con i tifosi, preferisce denunciarli. Del resto quella di oggi è la cronaca di un’indagine annunciata. Sono mesi che il suo trombettiere di fiducia, tal Emanuele Floridi, non fa che ripeterlo. Eppure, per quanto almeno mi riguarda, sarebbe davvero bastato poco. Lotito mi conosce bene e sa della mia passione biancoceleste, anche quando aveva acquistato la Lazio e la squadra aveva un grande problema fiscale aperto che poi, il governo Berlusconi, con Gianni Letta e Maria Teresa Armosino, riuscirono generosamente a risolvere.

Bastava che dopo il mio primo articolo avesse risposto e probabilmente finiva lì. Invece ha iniziato a denunciarmi alla Consob perché avevo parlato di un interesse, avvenuto molti, molti anni prima, per la Società con l’assistenza di una Banca internazionale. Nessun confronto neanche dopo le fortunate e civilissime 10 domande che Il Tempo ha pubblicato in questi mesi. Mai una risposta, meglio andare secondo lui dai Carabinieri piuttosto che a Piazza Colonna, sede del Il Tempo.

La crisi finanziaria della Lazio non è certo una forzatura ma una realtà certificata, peraltro dalla Lega e FIGC. Aver citato i tanti tifosi della Lazio: nelle Istituzioni, nella finanza e nella cultura, era solo un modo per dire che sono in tanti pronti a dare una mano per fare la Lazio più grande, visto la situazione attuale.

Tra i suggerimenti ripetuti in più occasioni, quello che hanno fatto grandi imprenditori, come Stirpe al Frosinone; si sono fatti affiancare da fondi internazionali e da studi legali che da sempre guardano al calcio italiano, non solo alla seria A e alla B ma addirittura alla C. E ciò rimanendo, ovviamente, Lotito azionista principale.

La civile e signorile protesta dei laziali che va avanti molto prima del mio articolo la straordinaria marcia dei trentamila. Gli Stati Generali hanno avuto il merito di aver messo, secondo la favola, il re nudo. E di aver allargato la contestazione, pacifica, a migliaia e migliaia di tifosi laziali in dissenso da anni con Lotito. Di questo sono orgoglioso, lo rivendico con la schiena dritta e sono felice di essere, mio malgrado, portavoce di una protesta a viso aperto. A chi mi ha chiesto cosa ci fosse dietro – perché questa è l’ossessione di Lotito – ho sempre risposto: solo mio figlio Giovanni, laziale come me, deluso dalla gestione della società. Forza Lazio”. 

Foto: sslazio.it

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