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CoVid19: 24509 nuovi positivi, 544 decessi. Tasso contagio: 16,36%

CoVid19: 24509 nuovi positivi, 544 decessi. Tasso contagio: 16,36%

In data 14 novembre l’incremento nazionale dei casi è +3,36% (ieri +3,83%) con 1.144.552 contagiati totali, 411.434 dimissioni/guarigioni (+12.196) e 44.683 deceduti (+544); 688.435 infezioni in corso (+24.509). Elaborati 227.695 tamponi (ieri 254.908); 37.255 positivi; rapporto positivi/tamponi 16,36% (ieri 16,04% ). Ricoverati con sintomi +484 (31.398); terapie intensive +76 (3.306). Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 8.129; Piemonte 4.471; Veneto 3.578; Campania 3.351; Lazio 2.997; Emilia Romagna 2.637; Toscana 2.420; Puglia 1.741; Sicilia 1.729; Liguria 1.091. In Lombardia curva +2,66% (ieri +3,61%) con 35.550 tamponi (ieri 55.636) e 8.129 positivi; rapporto positivi/tamponi 22,86% (ieri 19,11%); 312.720 contagiati totali; ricoverati +302 (7.621); terapie intensive +16 (817); 158 decessi (19.186). Oggi, finalmente, una buona notizia: dopo 7 settimane di crescita i nuovi casi nella città di Milano (territorio comunale) sono in calo rispetto alla settimana epidemiologica precedente: 9.635 (7-13 novembre) contro 9.987 (31 ottobre - 6 novembre), variazione -3,52%. Si riduce ancora, nello stesso periodo, il peso dei nuovi casi nel capoluogo rispetto al totale regionale: 15,63% contro 17,7%, una tendenza al ribasso che si manifesta ininterrotta dal periodo 10-16 ottobre (quando il valore era 24,96%). Timidi segnali, ma è giusto registrarli. Purtroppo non trovano conferma a livello regionale: i nuovi casi nello stesso periodo sono stati 61.644 (+9,83% sul precedente). La crescita rallenta (era del 29,9% al termine della scorsa settimana epidemiologica) ma è ancora una crescita. Analoga tendenza in Italia: 244.622 nuovi casi contro 215.026, crescita +13,76% contro +32,0%. Anche in questo caso non possiamo ancora parlare di inversione di tendenza. Resta quindi inderogabile il tema della protezione degli ospedali: vediamo ogni giorno i circa 600 decessi causati dalla Covid-19, ma non dobbiamo dimenticare i 660 per patologie cardiache e i 490 legati a tumori (e tutti gli altri che a questi si sommano). Intasare gli ospedali ha un effetto immediato sulla cura di tutti i pazienti: in modo invisibile nell’immediato (non teniamo una contabilità quotidiana pubblica come per la Covid-19) ma ne misureremo gli effetti il prossimo anno confrontando le curve di mortalità. Per questo motivo, pur sottolineando il calo di molti indicatori, è bene dire che scendere sotto la soglia di 1.5 (o 1.25, ma anche 1.0) non giustifica un allentamento immediato delle misure, pena una pericolosissima altalena tra riduzione e ripresa dell’infezione. Guardiamo prima al numero dei ricoverati e poi all’Rt: che tornerà ad essere accettabile solo restando, in modo stabile, sotto quota 1.0. Alla sera del 14 novembre (metodo Kohlberg-Neyman modificato) era 1.29 per l’Italia; 1.19 per la Lombardia; 1.07 per Milano.

lab24.ilsole24ore.com



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