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Ricordate il calcioscommesse? Si riparte da Cremona per un processo che non avrà condannati

Ricordate il calcioscommesse? Si riparte da Cremona per un processo che non avrà condannati

La notizia rischia di essere datata ma è giusto tornarci sopra perché l'indagine “Last Bet”, che da luglio scorso non vede più tra i suoi imputati, par sopraggiunta prescrizione, l'ex capitano della Lazio Stefano Mauri, lo scorso 10 settembre ha fatto registrare l'ennesimo e ultimo dietrofront. La Cassazione infatti ha stabilito che il processo nato a Cremona, spostato poi nel 2017 a Bologna per competenza territoriale, deve tornare in Lombardia dove si dovranno difendere solo i cinque promotori dell'associazione a delinquere poiché i semplici associati ormai sono prescritti mentre per i reati diversi – leggi le singoli frodi – sono competenti altri tribunali ma anche in quel caso i dibattimenti non vedranno la luce. Il processo era stato ri-incardinato in Emilia perché si riteneva che Bologna fosse la mente operativa del sodalizio, guidato appunto dai “‘Bolognesi’, tra cui Beppe Signori, gruppo che operava con i cosiddetti zingari e con il DAN di Singapore, tutti soggetti ormai sfumati e lontani da ogni rischio. Alla sbarra  andranno lo slavo Almir Gegic, Antonio Bellavista, Valerio Giosafatte e Marco Paoloni. Come detto, a Bologna a luglio scorso era intervenuta  la prescrizione per 26 imputati su 31 tra cui, oltre a Mauri, anche Cristiano Doni, Sergio Pellissier, Stefano Bettarini, Luigi Sartor, Kewullay Conteh, Mauro Bressan, Roberto Goretti, Alex Pederzoli e Francesco Ruopolo. Insomma, circa 10 anni di carte, intercettazioni, per qualcuno anche il carcere, per un processo che finirà nella prescrizione per tutti gli imputati – a mano che qualcuno non rinunci – Tanti soldi impiegati per una verità che in pochi vogliono ammettere: quello di Cremona è stato un procedimento imbastito male, dove probabilmente la sopraggiunta visibilità ha tolto un po' di brillantezza agli inquirenti che avrebbero dovuto vedere qualche associato in meno per limitarsi ad imputare solo singoli reati fine. Come noto, dimostrare l'esistenza di un'associazione a delinquere resta molto più complicato, soprattutto in assenza di prove certe in termini di soldi o altre utilità. Ogni tanto un po' di autocritica tra i togati non farebbe male. Ci sono giornalisti di serie A e di serie B, fattispecie che vale per tutte le categorie professionali.   
Gianluca La Penna 



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