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Tor di Valle – Nessun passo avanti dal tavolo Campidoglio-proponenti

Tor di Valle – Nessun passo avanti dal tavolo Campidoglio-proponenti

Sembra essere finito il tempo dei sorrisi a quattro ganasce, le foto Raggi-Baldissoni forever e gli ashtag unostadiofattobene. Il destino dell'impianto di Tor di Valle, dei proponenti Pallotta e Parnasi non appare così scontato. Ieri presso il Dipartimento Urbanistico all'EUR si è tenuto iil cosiddetto tavolo tacnico tra le parti, circa quattro ore – presente anche il vicepresidente esecutivo della Roma, l'avvocato Mauro Baldissoni – confronto che non avrebbe dato i frutti sperati. Come detto, diversamente dal passato, al termine dei colloqui nessuno dei partecipanti ha voluto parlare, prima di arrivare a redigere la convenzione urbanistica, successiva al voto della variante urbanistica, ci vorrà ancora tempo. I nodi sono quelli della viabilità,  dall’unificazione della via del Mare con l’Ostiense (chi paga gli espropri dell'area che impedisce questo intervento?, ndr) al rifacimento della Roma-Lido, il quid resta capire chi e come metterà i soldi, soprattutto i tempi di realizzazione delle opere infrastrutturali che, secondo le prescrizioni presenti nel verbale conclusivo della Conferenza Servizi Regionale, andrebbero terminate prima dell'inaugurazione dello stadio; senza dimenticare la vicenda Ponte dei Congressi, finanziato sì dallo Stato ma a sua volta bloccato in altre pastoie burocratiche, in un diverso iter procedurale. Insomma, altro che Totti a dare il calcio di inizio della prima gara, senza colpi di coda o assunzioni di responsabilità anche gli eredi del capitano della Roma rischiano di sedersi ancora sui seggiolini dell'Olimpico. 



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