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FOCUS 'LAST BET' - Udienza il 26 marzo, ma la Cassazione potrebbe scrivere la parola fine

FOCUS 'LAST BET' - Udienza il 26 marzo, ma la Cassazione potrebbe scrivere la parola fine

Evvia, sempre più veloce verso la prescrizione del processo che secondo l'allora pm di Cremona, Roberto Di Martino, avrebbe potuto cambiare il mondo del calcio. Si è tenuta stamattina a Bologna l'ennesima udienza del processo  'Last Bet', indagine a tante teste che ebbe inizio dai fatti del 14 novembre 2010, data di Cremonese-Paganese, gara in cui il portiere dei grigiorossi Marco Paoloni avrebbe avvelenato l'acqua dei compagni di squadra per alterare le loro prestazioni. Come vi avevamo raccontato (leggi:http:// http://www.laziofamily.it/editoriale/sport-e-news-dal-mondo/58217/focus-last-bet-il-9-marzo-la-prossima-udienza-il-processo-torna-a-cremona), il pm Roberto Ceroni ha riunito in uno i due gruppi di associazioni a delinquere, quello dei cosiddetti bolognesi e quello degli slavi, facendo cadere così l'aggravante della transnazionalità. Mancando questa fattispecie giuridica si hanno due risultati: si accorciano i tempi della prescrizione; se l'associazione è una crescono sensibilmente le possibilità che le eccezioni di competenza territoriale riprendano con maggiore vigore. In particolare col nuovo capo di imputazione difficile risalire al punto di partenza, data per buona l'inizio del reato al 31/12/2011, considerando la prescrizione per l'associazione semplice a 7 anni e mezzo, il prossimo 30 giugno tutto quasi certamente finirà in una nuvola di fumo e di polvere, quella che si alzerebbe sbattendo a terra le carte di questo procedimento. Ricordiamo che al momento la gup felsinea, Francesca Zavaglia, ha rinviato a giudizio 31 dei 32 imputati tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri; la Cassazione lo scorso 3 ottobre non era entrata nel merito del conflitto di competenze territoriale – di fatto il pm Roberto Ceroni il 5 aprile scorso aveva sollevato un conflitto negativo di competenza, indicando nuovamente Cremona come sede per celebrare il processo, fatto che ha indotto Zavaglia a rivolgersi alla Suprema Corte – gli ermellini di fatto all'epoca si limitarono a sostenere che non essendoci un conflitto tra due tribunali, il processo doveva restare presso il Tribunale Collegiale delle Due Torri. Tornando ad oggi, nelle aule del tribunale bolognese gli avvocati già arrotavano penne e pc, col nuovo capo di imputazione infatti nella prossima udienza, fissata al 26 marzo verranno sollevate altre eccezioni preliminari, il tutto mentre la Cassazione è stata chiamata nuovamente in causa. Piazza Cavour infatti stavolta dovrà decidere chi fra i due tribunali, Bologna e Cremona, alla luce della nuova imputazione, sia competente, visto che nessuno dei due si ritiene legittimato a proseguire il processo; la legge in questa fattispecie però non prevede la sospensione del procedimento che come detto vedrà la prossima puntata il 26 marzo. Paradosso questo perché la Suprema Corte, una volta ottenute le carte con un capo d'accusa modificato, alla fine potrebbe decidere di rimandare tutto a Cremona, ipotesi tutt'altro che remota considerando come quello lombardo sia stato il primo a iscrivere un soggetto nel registro degli indagati aprendo di fatto l'inchiesta 'Last bet'.  Come già spiegato, se davvero il processo tornasse a Cremona a oltre 9 anni dal primo evento si comincerebbe tutto dal primo minuto, con un'accusa come l'associazione a delinquere di per sé già difficile da dimostrare, a maggior ragione sapendo che i processi per i singoli reati fine non sono neanche iniziati (vedi caso Mauri con i processi per Lazio-Genoa e Lecce Lazio, rispettivamente 14 e 22 maggio 2011, assolutamente morti e praticamente prescritti, ndr). Insomma, prescrizione vicina anche per il reato più grave, con una solo controindicazione per gli imputati già finiti in manette che, ritenendosi innocenti, avrebbero potuto chiedere un risarcimento danni allo Stato, cosa che non potrebbe accadere per una pronuncia di non luogo a procedere per avvenuta prescrizione.
 
Gianluca La Penna
 
PS: Ovviamente i costi di questo processo che rischia di affogare senza vincitori né colpevoli li pagheremo noi contribuenti...



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