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VAR O NON VAR - Fallo di mano, intenzionalità e altro: cosa dice il Regolamento

VAR O NON VAR - Fallo di mano, intenzionalità e altro: cosa dice il Regolamento

Da ieri sera il fallo di mano che ha comportato l'annullamento della rete del 2-2 dell'Empoli con la Roma sta facendo discutere molto, tentiamo di fare un po' di chiarezza partendo dalle norme in vigore. Il fallo di mano nel regolamento in vigore presso l'AIA è codificato all'interno dalla regola 12, 'Falli e scorrettezze', a pagina 90 nello specifico si parla del fallo di mano, a proposito del quale si specifica: “...implica un atto intenzionale di un calciatore che con la mano o il braccio viene a contatto con il pallone. I seguenti criteri devono essere presi in considerazione:
-il movimento della mano verso il pallone (non del pallone verso la mano)
-la distanza tra l’avversario e il pallone (pallone inaspettato) 
- la posizione della mano non significa necessariamente che ci sia un’infrazione”.
Proseguendo la norma aggiunge:  “Fuori della propria area di rigore, il portiere è soggetto alle stesse restrizioni degli altri calciatori per quanto riguarda il contatto tra il pallone e la mano. All’interno della propria area di rigore, il portiere non può essere colpevole di un’infrazione relativa al contatto tra il pallone e le mani sanzionabile con un calcio di punizione diretto né di qualsiasi relativo provvedimento disciplinare, ma può essere colpevole di diverse altre infrazioni sanzionabili con un calcio di punizione indiretto”. Al punto 1 della Guida Pratica del regolamento, siamo a pagina 98, alla domanda “A quali criteri deve attenersi l’arbitro per stabilire che un calciatore ha toccato il pallone con le braccia o con le mani intenzionalmente?”, la risposta è la seguente: “Deve valutare se il contatto tra il pallone e la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se questi allarga, alza, muove o, comunque, tiene le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone. Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso o il basso ventre dal pallone”.  Sempre nella stessa pagina, al punto 2 si risponde alla domanda “Un fallo di mano deve essere sempre punito sia tecnicamente sia disciplinarmente?”. Questo quanto sancito dal regolamento: “No, non sempre. Posto che un fallo di mano per essere tale implica un contatto deliberato tra la mano o il braccio di un calciatore e il pallone, di norma, il Regolamento lo punisce soltanto con un calcio di punizione diretto (o di rigore). Esistono, poi, alcune circostanze per le quali detta infrazione assurge a scorrettezza, divenendo così passibile di provvedimento disciplinare”. Leggendo questi tre commi si offre il solito spiraglio alla discrezionalità, da un lato si dice che il fallo di mano “implica un atto intenzionale di un calciatore che con la mano o il braccio viene a contatto con il pallone”, ovvero si disegna come presupposto del fallo la cosiddetta volontarietà, successivamente si precisa come all'interno dell'intenzionalità ricada anche il caso nel quale un giocatore “alza, muove o, comunque, tiene le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone”.    
Nell'espressione “costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone” c'è la possibilità di far rientrare tutto e il contrario di tutto. Nel caso del gol annullato ieri sera all'Empoli, il toscano Oberlin arriva correndo allargando entrambe le braccia con un movimento disordinato ma comunque congruo col resto del corpo,  cerca quindi il pallone col piede sinistro senza trovarlo, a questo punto Juan Jesus rinvia la palla e contestualmente, con una dinamica naturale, il braccio destro dell'ex Basilea si abbassa, onestamente parlare di volontarietà o di intenzionalità appare difficile, ovvio che il braccio largo crei ostacolo al pallone che altrimenti sarebbe sfilato oltre la punta di Iachini essendo il cuoio calciato con forza dal basso verso l'alto, senza considerare la distanza decisamente ravvicinata fra i due contendenti. Difficile essere nei panni di Maresca, fortunatamente il buon senso ha illuminato l'International Football Association Board (IFAB), tra le novità regolamentari in vigore dall'anno prossimo c'è proprio quella perfetta per questo caso: ogni volta che un tocco di mano risulta determinante nella segnatura di un gol quest'ultimo va invalidato (ovviamente tutte le reti segnate di mano andranno annullate, a prescindere da ogni altra considerazione). Infine, per completare questa nostra breve guida, al punto 6, sempre pagina 98, troviamo la definizione di distanza di gioco: “La distanza dal pallone che consente, in relazione alla velocità dell’azione, a un calciatore di toccare il pallone allungando il piede o saltando o, per i portieri, saltando con le braccia protese. La distanza può dipendere anche dalla statura del calciatore”. 
Gianluca La Penna
 



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