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TOR DI VALLE - Associazione finalizzata alla corruzione: arrestato Parnasi. Lanzalone ai domiciliari

TOR DI VALLE - Associazione finalizzata alla corruzione: arrestato Parnasi. Lanzalone ai domiciliari

Nove arresti e 16 indagati ad esito dell'ordinanza firnmata dal gip Maria Paola Tomaselli. L'iter dello stadio di Tor di Valle inciampa su uno scoglio che dovrebbe sancirne la fine, almeno nelle carte che proprio ieri avevano visto scadere il termine per la presentazione in Campidoglio delle osservazioni. La Procura di Roma stamattina ha eseguto 9 ordinanze di custodia cautelare – 6 in carcere e tre ai domiciliari – per reati come ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA CORRUZIONE, emissione di fatture fittizie, traffico di influenze. L'indagine, denominata 'Rinascimento, coordinata dal pm aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin e condotta dai Carabinieri guidati dal colonnello D'Aloia,   nasce da un'intercettazione nell'ambito dell'indagine Scarpellini-Marra e arriva a dama grazie al lavoro fatto soprattutto con le intercettazioni ambientali negli uffici romani di Luca Parnasi, costruttore e proponente, insieme con James Pallotta, del progetto Tor di Valle. Il reato più grave è contestato a Parnasi ed ai suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi. Ai domiciliari invece Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, accusato di aver intascato 25.000 euro per consulenze fittizie; Michele Civita, ex assessore regionale del Pd; Luca Lanzalone, ora presidente Acea su nomina 5 Stelle ma che all'epoca dei fatti, per la giunta, con un incarico senza compenso, doveva stabilire se la A.S. Roma, in caso di bocciatura del progetto da parte della giunta pentastellata, avesse potuto citare l'amministrazione capitolina per danni; Anzalone sarebbe il destinatario di 100mila euro in tangenti nascoste da consulenze legali. Tra gli indagati anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, accusato di aver ricevuto come utilitrà in cambio del suo appoggio al progetto il rifacimento di una parte del lungomare di Ostia, suo terreno elettorale, e, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio. I fatti sono successivi al gennaio 2017, quindi la Giunta Marino, come affermato dal pm Paolo Ielo in conferenza, risulta estranea alla vicenda. “Non c'è nessun atto viziato, il progetto non riguarda l'indagine – spiega ancora Ielo – Il reato persegfuito in primis è la corruzione, che nulla ha a che fare con la liceità della delibera (quella che ha sancito l'interesse pubblico sull'investimento proposo ta Pallotta e Parnasi, ndr). Se avessimo trovato qualcosa di illecito in tal senso avremmo fattop sequestro preventivo ma non abbiamo agito in tal senso”.  “Secondo gli inquirenti il metodo corruttivo veniva considerato dalla società di Parnasi un "asset di impresa" e si sostanziava in pagamenti di tangenti, anche sotto finte consulenze, fatture per operazioni inesistenti a Lanzalone e Palozzi, e la promessa di assunzione del figlio all'ex assessore Michele Civita in una delle società dell'impreditore oggi in carcere a Milano dove è stata eseguita l'ordinanzna di custodia. Ad un primo esame dela vicenda, l'ordinanza pesa ben 288 pagine, la sensazione è ceh Parnasi agisse come una monade, probabilmente assillato dalla necessità del buone sito dell'operazione – è notorio la difficoltà economica del gruppo – l'ingegnere ha agito per assicurarsi che tutto filasse liscio, anche con dazioni di denaro di sole 1500 euro in alcuni casi. 

Gianluca La Penna



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