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DIRITTI TELEVISIVI - La rivoluzione del calcio italiano comincia dalla TV

DIRITTI TELEVISIVI - La rivoluzione del calcio italiano comincia dalla TV

Dopo la delusione della mancata qualificazione ai mondiali, il calcio italiano aveva bisogno di una rivoluzione ed il primo atto è arrivato con l’assegnazione dei diritti televisivi, per il triennio 2018-2021, a MediaPro, gruppo intermediario iberico. Dal prossimo campionato quindi la Serie A parlerà spagnolo. Un investimento di circa 1.050 milioni di euro, più 26% rispetto al triennio precedente, che fa salire la Serie A al terzo posto, collocandosi tra la Liga e la Bundesliga, per incassi dai diritti televisivi. Come riportato dalla Gazzetta del Sport, al primo posto c’è la Premier League: 3.250 milioni di euro; seconda la Liga con 1.636 milioni; segue, appunto, la Serie A: 1.421 milioni di euro (1.050 diritti domestici - 371 diritti esteri), cui vanno aggiunti i diritti relativi agli Highlights, la Coppa Italia e la Supercoppa, tutti ancora da assegnare; al quarto posto la Bundesliga con 1.400 milioni di euro; infine, al quinto posto, la Ligue 1 con 806 milioni. Una metamorfosi che può modificare radicalmente il calcio italiano cosi come la vita dello spettatore che dal prossimo anno potrà vedere cambiate anche le modalità di visione delle partite; a riguardo il vice Commissario della Seria A, Paolo Nicoletti, in un’intervista rilasciata sulla Gazzetta dello Sport ha assicurato che, anche se ci saranno molte novità e cambiamenti, "lo spettatore sarà sempre più facilitato verso l’accesso al mondo calcio e non il contrario”. Un investimento che fa capire che all’estero ancora credono nel calcio italiano e nella possibilità di sviluppo; sempre lo stesso Nicoletti parla appunto di un “prodotto che ha margini di crescita e che, visto dall’estero, si ritiene possa tornare ad essere attraente come lo è stato storicamente”. Una crisi che piano piano sta passando: secondo il vice Commissario “chi ha investito ha quindi fiutato l’affare, ha visto un’opportunità, come quando un club decide di scommettere su un grande giocatore che attraversa una fase di minore brillantezza”. Dal prossimo anno il calcio italiano sarà quindi un mercato aperto, libero, accessibile per tutti. Chi sembra non essere molto d’accordo con tutte queste novità è proprio Sky che ieri aveva presentato alla Lega una diffida a vendere tali diritti in quanto sosteneva che MediaPro “non fosse un intermediario indipendente ma opererebbe come un vero e proprio operatore della comunicazione”. Tale diffida è stata ritenuta giuridicamente irrilevante dalla Lega stessa e l’offerta di MediaPro è stata accettata, in quanto perfettamente in linea con il bando, ed ora sarà sottoposta al vaglio dell’Antitrust; ci vorranno circa 45 giorni per avere una risposta, all’esito positivo della quale verrà sancita definitivamente tale vendita. Una volta avvenuta tale cessione MediaPro sarà libera di vendere più calcio possibile, al prezzo che riterrà più giusto, collaborando con le piattaforme (come Sky e Mediaset), garantendo una visione accessibile a tutti. Insomma il calcio italiano dopo avere toccato il fondo, sta cambiando, si sta rivoluzionando e il primo atto di questa intensa e profonda trasformazione è stata la cessione dei diritti televisivi. La strada è ancora lunga ma i primi passi sono stati fatti, ora bisogna solo aspettare che comincino a dare i frutti sperati. 

 

MQ



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