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Bianchessi: "Famiglia e scuola prima del calcio. I ragazzi devono correre con le proprie gambe..."

Bianchessi:
Ha ereditato il ruolo di Joop Lensen, il professionista olandese chiamato da Claudio Lotito nel 2014 per ridare vigore al settore giovanile biancoceleste, con un fiore all'occhiello, l'Academy Bob Lovati, della quale purtroppo si sono perse le tracce. Mauro Bianchessi, un passato tra Atalanta e Milan, da luglio scorso è il nuovo Responsabile del Settore Giovanile, questa l'intervista rilasciata ai microfoni della radio ufficiale, un vero e proprio consuntivo sull'attività  dei ragazzi a partire dalla Scuola Calcio fino agli Under 16.
 
Quali sono i valori a cui tenete, e che vorreste trasmettere, ai ragazzi che entrano a far parte del mondo del calcio?
 
"Ai ragazzi diciamo sempre che la scala dei valori comprende famiglia, scuola e poi calcio. La scuola è determinante ed importante ed è l'unica certezza che si ha a questa età ed oltre, mentre il calcio fatto seriamente può essere una seconda opportunità. Facciamo pressing alto sui ragazzi per far sì che studino e che vadano bene, la pagella è un dato importante sul loro proseguo della scuola e, soprattutto alle superiori, se non raggiungono la sufficienza vengono esclusi dalle partite, si alleneranno senza esser convocati. Questa è la realtà di oggi della Lazio, una società che tiene alla formazione dei ragazzi, non solo a livello calcistico, la scuola è una certezza e bisogna andare bene. Il calcio insegna le regole, la disciplina, il ripetto dell'avversario. Il calcio è bellissimo sotto tutte le sue forme, soprattutto il Settore Giovanile dove c'è ancora la genuinità e l'attaccamento alla maglia. C'è anche il rovescio della medaglia, ovvero, i genitori che creano troppe aspettative nei ragazzi. Il mio consiglio a tutte le famiglie, non solamente quelle della Lazio, è quello di lasciare andare i ragazzi con le loro gambe, facendoli divertire, accettando le decisioni delle volte impopolari degli allenatori, che comunque fanno e cercano di fare il loro meglio per la squadra. Uno dei problemi del calcio italiano è che troppe famiglie vedono nei figli la soluzione dei loro problemi economici, creando troppe aspettative sul ragazzo, ma i giocatori sono tanti ed arriveranno pochi." 
 
Ci parli della Scuola Calcio. 
"Le iscrizioni sono terminate da tempo, abbiamo avuto un'impennata di iscrizioni allucinante e purtroppo abbiamo dovuto respingere un centinaio di richieste perché non abbiamo posto. A livello strategico abbiamo diminuito le rose aumentando le squadre perché i bambini devono giocare tanto e divertirsi. Per la prossima stagione abbiamo un'idea che stiamo sviluppando, ma ne riparleremo più avanti. Le classifiche ed i risultati? Per quanto riguarda i più piccoli  della Scuola Calcio non sono importanti, deve essere un mondo ludico, dove devono giocare, divertirsi senza nessuna pressione, mentre per le categorie agonistiche non possiamo nasconderci dietro un dito. Il risultato è importante così come la classifica, se giochi bene devi anche fare risultato, esso porta una squadra competitiva e quindi ad avere anche dei giocatori importanti. Dai 14 anni in su, il risultato conta, fa parte della crescita del giocatore, della valutazione di esso, degli allenatori, dei dirigenti e di me stesso."
 
La parola chiave della nuova guida dell'Academy biancoceleste è 'programmazione'.
 
"Nulla è lasciato al caso, prima di arrivare al campo si lavora negli uffici, c'è una programmazione di tre mesi in tre mesi e non solo settimanale degli allenamenti, potremmo già sapere come si allena una squadra a livello tecnico ed atletico tra un mese e mezzo. Abbiamo una programmazione e degli obiettivi da raggiungere e lo staff tecnico, atletico e medico, fisioterapisti compresi, è di livello altissimo. La Società ha fatto degli investimenti notevoli per il materiale di allenamento per migliorare le prestazioni e la tenuta atletica. Questo è l'anno zero, stiamo iniziando a gettare le basi per le fondamenta per costruire un Settore Giovanile che nei prossimi quattro anni deve produrre giocatori. Guardiamo il presente per costruire il futuro!"
 
Due squadre al primo posto delle rispettive classifiche (Under 16 e Giovanissimi Fascia B Elite): possiamo dire che c'è un Settore Giovanile in continua crescita?
 
"L'Under 16 di mister Fratini partiva da una base già valida nonostante lo scorso anno non sono riusciti a classificarsi per le finali, abbiamo fatto alcuni movimenti di mercato inserendo il portiere Moretti, il difensore Battistelli, l'attaccante Zilli che ha delle caratteristiche particolari e facendo rientrare dal prestito Pesciallo, un buon giocatore che tutt'ora non capisco come mai non fosse qua. La prima posizione in classifica dei 2002 crea entusiasmo, ad oggi siamo a sei punti dal terzo posto e questo significherebbo un accesso diretto alle finali, una qualificazione che alla Lazio manca da tempo, ma il campionato è ancora lungo. La squadra sta rispondendo ad una nuova metodologia di allenamento, di preparazione e di filosofia di gioco. Sull'Under 15 non ci abbiamo messo molto le mani arrivando tardi, ma Rocchi sta facendo un buon lavoro, siamo a 5 punti dalle qualificazioni delle fasi finali, è difficile, ma è nostro dovere provarci. Sui 2004 (Giovanissimi Fascia B Elite) di Marco Alboni siamo intervenuti forte sul mercato e stiamo avendo degli ottimi risultati, tutti mi dicono che nessuno si ricorda quando si è vinto il titolo regionale con questa categoria, speriamo che sia l'anno buono, ma bisogna stare con i piedi per terra e lavorare perchè la strada è ancora lunga. - Bianchessi conclude - la Prima Squadra della Capitale è una grande famiglia, ma un direttore non può cambiare un Settore Giovanile se non ha collaborati ed allenatori importanti, oggi alla Lazio ci sono!"
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