Financial Fair Play

Roma: perso il capitale sociale al 31 marzo 2020 ma il Covid 19 la salva

Il Consiglio di Amministrazione della AS Roma SpA si è riunito il 14 maggio 2020 ed ha preso atto del risultato economico dei primi nove mesi dell’esercizio sociale (dal primo luglio 2019 al 31 marzo 2020) che ha determinato la perdita del capitale sociale oltre il limite di legge, e cioè al di sotto di € 50.000 che è il minimo di capitale sociale previsto dall’art. 2327 del Codice Civile.
Le informazioni finanziarie comunicate dalla Roma non permettono di avere notizia certa del patrimonio netto e del capitale sociale al 31 marzo 2020, ma è ragionevole ritenere dalla deliberazione del Consiglio di Amministrazione che la Roma abbia perduto nuovamente l’intero suo capitale sociale. Al 31 dicembre 2019, la Relazione semestrale esponeva un patrimonio netto negativo di ben 135.666 ed indicava un aumento di capitale sociale fino ad € 150 milioni deliberato dall’Assemblea degli Azionisti l’8 aprile 2020. Il socio americano della AS Roma SpA, la ASRoma SPV LLC, tramite la controllante NEEP Roma Holding SpA, aveva versato € 89,1 milioni in conto dell’aumento di capitale deliberato.
Ora le perdite ulteriori del primo trimestre solare 2020 (cioè il terzo trimestre dell’esercizio sociale che si chiuderà il 30 giugno 2020) riportano nuovamente il capitale sociale della Roma a livelli negativi e l’Assemblea degli Azionisti è chiamata ad una ricapitalizzazione della Società.
Il Covid 19 ha comportato una serie di provvedimenti governativi per combattere l’epidemia e per aiutare le aziende. In questo la Roma è soccorsa dall’art. 6 del DL 8 aprile 2020, n. 23 (il cosiddetto Decreto Liquidità) il quale stabilisce che fino al 31 dicembre 2020 non si applicano alcuni articoli del Codice Civile, tra cui il 2447 che obbliga alla ricostituzione del capitale sociale, pena la liquidazione della Società. Quindi la Roma avrà sicuramente bisogno di risorse finanziarie (si parla di un altro versamento di € 20 milioni da parte del socio americano e della ricerca di nuovi soci disposti ad intervenire per “salvare” la Roma).
Ma le cattive notizie per la Roma non finiscono qui. C’è l’indebitamento che continua a salire ed ammonta al 31 marzo 2020 ad € 298,4 in crescita di circa 60 milioni di euro dal 30 giugno 2019. L’indebitamento è soprattutto rappresentato da un prestito obbligazionario non convertibile emesso dalla controllata ASR Media and Sponsorship Srl l’8 agosto 2019, riservato ad investitori qualificati. Il prestito residuo ammonta al 31 marzo 2020 a circa € 270 milioni, scade il primo agosto 2024, costa per interessi il 5,125% l’anno ed è quotato alle borse di Vienna e di Lussemburgo.
Le Informazioni finanziarie al 31 marzo 2020 parlano anche dei rapporti con Parti correlate. Evidenziamo le seguenti voci: 
La AS Roma SPV LLC, che esercita attività di direzione e coordinamento sul Gruppo, rileva un credito corrente di € 2,4 milioni al 31 marzo 2020 “per oneri per studi, progettazione e presentazione del nuovo stadio”;
La Stadio TDV SpA rileva tra le attività correnti € 1,6 milioni “relativi ad anticipazioni sostenute da AS Roma in relazione agli studi per la progettazione del nuovo stadio”.
Inoltre, le Informazioni finanziarie al 31 marzo 2020 riferiscono che la Società ha debiti scaduti con fornitori per € 19,1 milioni e che non ha debiti tributari scaduti. Le retribuzioni ai tesserati sono state pagate fino alla mensilità di febbraio 2020 ed i calciatori della prima squadra, l’allenatore ed il suo staff hanno rinunciato a percepire gli stipendi dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020 per un importo complessivo di circa € 30 milioni, a fronte di un piano di incentivi individuali, ancora in corso di perfezionamento, per la stagione in corso e per le successive stagioni sportive.
Paolo Lenzi



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