Financial Fair Play

FAIR PLAY PARTE III - Più trasparenza, indagini suppletive e possibili sanzioni immediate

FAIR PLAY PARTE III - Più trasparenza, indagini suppletive e possibili sanzioni immediate

Terza vita per il Fair Play finanziario: tutto cominciò nel 2010 con il progetto Platini-Infantino. Poi nel 2015 ci fù la prima riforma, con l’introduzione del volontary agreement. Ora, la terza, voluta dal neo presidente Uefa: Ceferin. L’obiettivo del nuovo testo è quello di rendere sempre più difficile “eludere” i controlli e truccare i conti. Il tutto in vigore dal 1° giugno. Con l’introduzione del Fair Play finanziario si è passati da un deficit di circa 1,7 miliardi di euro a 280 milioni (dovuto sopratutto alle sanzioni nei confronti del PSG e del Manchester City che con le nuove regole probabilmente sarebbe scattato subito il “no” alle competizioni internazionali). Tra le principali novità vi è l’obbligo di trasparenza: i club saranno quindi obbligati a pubblicare sul proprio sito bilanci e spese effettuate anche per gli agenti (avendo anche conoscenza del costo effettivo anche dei giocatori comprati a parametro 0). Poi l’introduzione del limite di deficit e controlli immediati: ciò comporterà che con uno sbilancio di 100 milioni di euro, l’Uefa potrà fare subito controlli e chiedere garanzie anche per l’anno immediatamente successivo (per esempio se l’acquisto di Neymar avvenisse oggi con queste regole, il PSG dovrebbe dare immediatamente garanzie altrimenti il trasferimento sarebbe bloccato). Terza novità sono gli stop ai finti prestiti: non sarà pertanto ammesso compare giocatori “fingendo” un prestito, ma l’operazione andrà sempre iscritta a bilancio come acquisto (come il caso Mbappè che il PSG voleva prendere in prestito e acquistare l’anno successivo per non aumentare il deficit di bilancio). Quarta novità è lo stop alle vendite di comodo tra club correlati: non sarà più ammesso vendere un giocatore ad un club “amico” per iscrivere un finto attivo di bilancio, ma andrà iscritto il prezzo originario (questo significherà per esempio che se il Manchester City volesse vendere un suo giocatore al New York City, squadra notoriamente “amica”, non potrà venderlo a 100 se l’ha comparto a 10. A bilancio andranno indicati i 10 milioni). Infine ultima novità è lo stop alla contabilizzazione degli utili in anticipo: ossia non sarà più permesso anticipare gli utili della Champions prima che il torneo si giochi (questo significherà che un club potrà mettere a bilancio gli utili sono un volta percepiti e non gli utili futuri, come fece, per esempio, la Lazio con il market pool del 2015-16). Regole più dure e controlli immediati questa la nuova vita del Fair Play finanziario. Ora bisognerà capire se il tutto sarà veramente applicato. 
 
Mirko Quadrini



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