Financial Fair Play

BATOSTA MILAN – Uefa, niente Voluntary Agreement. Si cerca socio arabo

Non bastasse il gol di Brignoli al 95', in casa Milan i guai aumentano grazie alla letterina che starebbe arrivando da Nyon: signori no grazie, il vostro piano di risanamento non va bene. In sostanza la Uefa avrebbe boccato la propsta rossonera sui conti così come strutturata da Yonghong li, addio Voluntary Agreement. Le difficoltà a illustrare con chiarezza il proprio equlibrio finanziario, come scrive la Repubblica, stanno portando i soci ciensi alla ricerca di un partner arbo (ora la voce è sull’immobiliarista saudita Fawaz Abdulaziz, già impegnato nell’area Falck di Sesto San Giovanni). Il ribaltone è anche a livello affettivo-legale: Fassone ha  dato l'addio allo storico avvocato Leandro Cantamessa, al suo posto arriva Mattia Grassani, totem della giustzia sportiva. Come scrive il quotidiano romano, nel dossier presentato alla Uefa per avere il sì sul piano di rientro, e quindi evitare sanzioni del tipo restrizioni sul mercato e sulla rosa dei calciatori, per smentire l’inchiesta del New York Times sarebbe stata prodottta l’attestazione sulla proprietà delle  miniere di fosforo, di fatto intestate a Li. Ciononostante queso non basterebbe, la Uefa al massimo consentirebbe un nuovo monitoraggio a fine febbraio 2018, quindi ad aprile un'intesa “dannosa” per il Milan con pene quali   restrizioni di rosa e di mercato e probabile addio estivo di Donnarumma per il Real Madrid. 



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