Financial Fair Play

Scadenza troppo vicina: il Milan chiama BGB per sostituire il Fondo Elliot

Scadenza troppo vicina: il Milan chiama BGB per sostituire il Fondo Elliot

In attesa che la Uefa valuti il piano presentato a Nyon per ottenere un voluntary agreement in tema di Fair Play Finanziario, in Casa Milan si registrano movimenti significativi per ristrutturare, ovvero dilatare e rimandare nel tempo, il debito maturato colò Fondo Elliot, prestito che di fatto ha consentito alla nuova società di subentare a Silvio Berlusconi. Come rivela La Gazzetta dello Sport, Fassone&Co avrebbero individuato nella BGB Weston, gruppo che ha sede a Londra, l'advisor in grado di individuare un nuovo soggetto in grado di “caricarsi” il fardello di 303 milioni targato Elliot, tecnicamente un hedge fund, ovvero un fondo a carattere speculativo. Come detto, BGB è più semplicemente un advisor, dunque una società che per conto del Milan si impegnerà a trovare una banca o un altro fondo disposto a rifinanziare il debito, Spiega la Rosea, “Il vantaggio che offrirà BGB Weston sarà quello di rivolgersi a un ente che accetterà di incassare il debito in 5 anni, cioè entro la primavera del 2023, e non più nel 2018, come pretende invece Elliott. I tassi di interesse resterebbero simili: con gli americani l’ammontare era stimato in 50-60 milioni, che verranno comunque versati. La cifra complessiva - ora più alta - chiesta dal Milan comprenderà anche una somma da destinare alla gestione del club”. In sostanza, il Milan alla fine pagherebbe un conto più salato al nuovo garante creditizio, saldando la quota in 5 invece di tre, ottenendo una cifra cash anche per la corrente amministrazione.



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