Financial Fair Play

Inter: entro il 30 giugno via Medel per evitare le sanzioni Uefa?

Per l’Inter questa sessione di mercato finirà due volte. Non solo il 31 agosto alle 23, scadenza in comune con tutti gli altri club italiani. I nerazzurri devono affrontare un giro di boa supplementare, condiviso solo con la Roma: il secondo momento della verità scatta questa sera, ultimo giorno utile per raggiungere il pareggio di bilancio sportivo, previsto dal settlement agreement concordato con la Uefa a maggio 2015. Per evitare la multa da 7 milioni (oppure sanzioni aggiuntive in caso di sforamento oltre un rosso da 10 milioni) l’Inter deve incassare 30 milioni in cessioni. L’equilibrio imprenditoriale invece è già stato raggiunto con i 20 milioni che dovrebbero entrare nelle casse di Corso Vittorio Emanuele grazie alla cessione di royalty sul marchio nerazzurro, utilizzato per numerosi prodotti venduti da Suning nei suoi centri commerciali in Estremo Oriente. È stato più complesso centrare l’obiettivo sportivo. Gli uomini mercato dell’Inter hanno dovuto cambiare strategia in corsa quando hanno capito che non sarebbe stato possibile vendere Perisic al Manchester United per 50 milioni entro il 30 giugno. Così un’unica partenza illustre è stata sostituita da tante operazioni minori. La più significativa è stata il ritorno di Banega al Siviglia per una cifra vicina a 10 milioni. Poi sono entrati in scena i giovani. Caprari, acquistato un anno fa dal Pescara e lasciato in Abruzzo, è stato girato alla Sampdoria nell’ambito dell’affare Skriniar: dopo una stagione in Serie A, la valutazione dell’ex giallorosso è salita da 5 a 11 milioni, consentendo all’Inter di realizzare una plusvalenza, quello che serve per rientrare nei parametri Uefa. Il gioco a somma positiva è stato replicato con Eguelfi all’Atalanta, Miangue al Cagliari, Gravillon al Benevento e Dimarco al Sion: per il terzino dell’Under 20 l’opzione estera è più probabile rispetto a Verona e Pescara. Sul piatto ci sono anche i cinque milioni promessi dal Genoa come contropartita della maxi operazione da 60 milioni per Pellegri e Salcedo Mora: 20 subito, i restanti legati alle presenze nei prossimi anni, ma tutti conteggiati sui prossimi bilanci perché gli ammortamenti sugli acquisti possono essere scaricati sull’esercizio successivo. I rossoblù li investiranno su Nagatomo, Puscas o Ranocchia. Il difensore centrale però vorrebbe restare in Premier League dopo l’esperienza all’Hull City. Le ultime 24 ore potrebbero aumentare le entrate grazie alla cessione di Medel. Il cileno è richiesto da Trabzonspor e Boca Juniors (uscito di scena il Cska Mosca). I turchi offrono 5 milioni, ma il mediano/difensore preferirebbe tornare in Sud America. In partenza, in caso di chiamate sul filo di lana, anche Biabiany e Santon. L’Inter, a questo punto, confida addirittura di andare oltre quota 30. Sono servite architetture estremamente creative come quella dell’affare col Genoa con 60 milioni mobilitati tra fisso ed eventuali bonus per due attaccanti di 16 e 15 anni. Con il corollario dell’eterno problema di stabilire, con criteri certi, il valore di un calciatore. Ma, dopo aver portato a compimento questo “piano B”, l’Inter dovrebbe accontentare la Uefa senza essersi ancora privata degli elementi più pregiati tra i partenti: Perisic, Murillo e Brozovic. Ulteriori riserve patrimoniali da utilizzare da qui a fine agosto per finanziare i colpi più dispendiosi come Di Maria. Da domani Suning potrà cominciare a spendere senza i vincoli dell’austerity di Nyon.

la Repubblica



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