Financial Fair Play

Milan e Financial Fair Play: conti in rosso e voluntary agreement ad ottobre

Milan e Financial Fair Play: conti in rosso e voluntary agreement ad ottobre

Altro che pugno di ferro con chi non rispetta i patti, il Financial Fair Play (FFP), soprattutto per i club che cambiano proprietà, offtre sempre una scappatoia. E' il caso del Milan che ha visto rimandare ad ottobre la valutrazione circa la fattibilità del suo voluntary agreement, oevvro l'accotrdo sancito con la Uefa per derogare dalle norme del FFP, presentando un piano di rientro dai debiti. La nuova proprietà rossonero avrebbe quindi compiuto un passo indietro,  ritirando la prima proposta di voluntary agreement a firma  Yonghong Li a fine aprile; il Milan contestualmente ne ha presentata un'altra, come consentito dal regolamento del fair play finanziario in caso di cambio di proprietà.  Nel primo piano presentato a marzo, prima del closing definitivo della transazione con la cordata cinese, l'a.d. Marco Fassone aveva illustrato un dossier che prevedeva investimenti sul mercato dai 100 ai 150 milioni, a fronte di un aumento dei ricavi di marketing derivanti dal mercato cinese. Il nuovo accordo sarà oggetto di accertamenti  ad ottobre. Il “ripensamento” rossonero sarebbe legato alla necessita da parte della Uefa di conoscere meglio gli eredi di Berlusconi, anche in merito alla loro reale capacità di propdurre ricavi in Cina, voce significativa del primo accordo degli imprenditori asiatici. In teoria, agli albori del FFP, la normativa prevedeva per il 2018 il pareggio di bilancio, proprio voluntary agreement servirebbe a derogare da questo principio per consentire ai nuovi proprietari comunque di effettuare investimenti anche in presenza di pesanti debiti consolidati. Il Milan, ricorda calcioefinzna.it, ha chiuso gli ultimi tre esercizi (2014, 2015 e 2016) in rosso rispettivamente di 91,3 e 89,3 e 74,9 milioni, molto al di sopra della norma che consentiva, complessivamente, un buco di 30 milioni. Il Milan parteciperà alla prossima Europa League nonostante questi numeri decisamente fuori corso, in tal senso,  secondo quanto indicato dallo stesso Fassone nel corso dell’assemblea dello scorso 18 maggio, dovrebbe chiudere il prossimo bilancio (quello relativo alla stagione 2017-2018, visto che la data di chiusura dell’esercizio è stata spostata dal 31 dicembre al 30 giugno) ancora in perdita e ci vorranno almeno tre anni prima di raggiungere l’equilibrio tra ricavi e costi. Alla faccia del FFP e di chi, come Lotito, fa un vanto del proprio bilancio da guiness. 

Gianluca La Penna



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