A Roma solo la Lazio

Il Lotito Furioso: “De Vrij non doveva giocare con l'Inter. Fatto il mio: dagli altri aspetto solo doveri”

Il Lotito Furioso: “De Vrij non doveva giocare con l'Inter. Fatto il mio:  dagli altri aspetto solo doveri”

E' un Lotito in versione zemaniana quello che ieri pomeriggio nel Forum del Corriere dello Sport ha dato la sua visione del momento Lazio, attacca a testa bassa  partendo dal suo avvento nel mondo del calcio. Il presidente biancoceleste, dopo aver ribadito la capacità mostrata di affermarsi in un mondo che non era il suo, ha spiegato il perché, secondo lui, la Lazio non raggiunga gli obiettivi massimi sperati. “Se i giocatori avessero la fame e la determinazione che ho io sarebbe un'altra storia. IO vengo dalla strada, lì si impara, non dai salotti buoni. Si può dire che questa squadra non possa competere con tutti?”, batte ancora il consigliere federale quando lo sollecitano su una rosa non ampia e sul mancato approdo alla Champions. “Non servono solo giocatori di nome, serve gente motivata, al momento giusto. Io non avrei schierato De Vrij contro l'Inter due anni fa, mi sono confrontato con lo staff tecnico che mi ha rassicurato, purtroppo poi il campo mi ha dato ragione – spiega ancora – La responsabilità però la prendo io che ho acconsentito ad una scelta sbagliata”.  Quindi, secondo Lotito, due anni fa la Champions saltò, oltre che per le evidenti topiche arbitrali – leggi VAR usata in modo fantasiosamente discrezionale – anche per la prestazione non altezza dell'olandese contro la squadra per la quale avrebbe giocato dalla stagione successiva, peraltro andando via a parametro zero. Detto dell'ex Feyenoord, l'imprenditore non usa mezzi termini per illustrare cosa si aspetta da questa stagione. “Io ho fatto il mio, la squadra è completa, ora mi aspetto il massimo. E' come se uno avesse un figlio che potendo potrebbe aspirare alla lode ma non la prende. E' finito il tempo dei diritti, ho alzato il monte stipendi e attendo di perseguire il massimo risultato. Rosa inadeguata? I giocatori semmai sono stati scelti sempre di concerto tra ds e allenatore, quindi...”. Un “frontale” non troppo velato verso Inzaghi, arringa che cade in contraddizione quando parla dei nuovi acquisti. “I calciatori hanno bisogno di tempo, devono adattarsi”, spiega Lotito in riferimento a Jony, salvo poi aggiungere: “Se un allenatore però usa sempre gli stessi calciatori poi gli altri si appiattiscono e il gruppo non è unito per raggiungere il traguardo prefissato”, spiega in sostanza Lotito. Bisognerebbe a questo punto capire quale possa essere un periodo di adattamento consono ad un giocatore che vesta la maglia di un club che mira alla Champions: uno, due, quattro mesi o un anno? Anche in questo passaggio arriva la frecciatina al suo allenatore: “Poi un tecnico deve anche capire quali sono le migliori gare nelle quali schierare certi giocatori...”. Insomma, Inzaghi sarà pure una creatura di Lotito ma quella di ieri sera sembrava tanto una parabola del figliol prodigo al contrario.



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