A Roma solo la Lazio

Vergogna Milinkovic, la Lazio cade col Chievo: addio Champions

Vergogna Milinkovic, la Lazio cade col Chievo: addio Champions

Giù la maschera. La Lazio, ribadendo un pessimo score interno con il Chievo in serie A – con oggi in 10 gare 4 vittorie ospiti, una della Lazio e 5 pareggi – cede 2-1 ai gialloblù, già retrocessi e mai vincenti in stagione fuori dalle mura amiche. Senza fare nulla di eccezionale, gli uomini di Di Carlo, privi anche di Sorrentino e Giaccherini, portano a casa una vittoria meritata, legata anche a gesti infantili di sedicenti fuoriclasse. Se le reti dei clivensi arrivano dal 49’ al 52’ – prima Vignato buca Strakosha con un destro dai 16 metri, quindi Hetemaj di testa, senza saltare, approfitta della dormita di Marusic e sigla lo 0-2 – la gara viene decisa dalla follia di Milinkovic: il serbo, subìto un fallo di Stepinski rifila al polacco un calcio nel sedere davanti all’arbitro Chiffi che giustamente lo espelle. Lazio in 10 quindi per oltre metà contesa, ma l’approccio non è di quelli rabbiosi, di quelli che ci si aspetterebbero da chi ambisce alla maggiore coppa europea. Un po’ di veleno in campo le mette Caicedo che sigla l’1-2 al 67’; Correa entra al 57’ per Badelj - il croato non piace a Inzaghi, oramai è chiaro – accende la luce, entra nel gol dell’ecuadoregno, sbaglia una rete di testa e coglie un palo al 91’. A fine match Luis Alberto, altro sopravvalutato come il serbo, applaude in faccia all’arbitro che tira fuori il secondo rosso della giornata. La corsa Champions termina nel sabato di Pasqua, nessuna resurrezione per un gruppo che ha dimostrato di non essere all’altezza, troppo viziato da polemiche contro gli arbitri perché se le giacchette nere la scorsa stagione hanno sottratto alla Lazio quanto prodotto sul campo, quest’anno Lulic&Co devono prendersela solo con loro stessi. La Lazio è una squadra immatura, con l’unica vera punta dalle polveri bagnate, Immobile, e senza nessun fuoriclasse, in stagione né Milinkovic né Luis Alberto hanno giocato 3 gare di seguito da 7,5, presupposto minimo per chiedere 70 milioni per ognuno dei loro cartellini. Mercoledì c’è l’ultima ciambella per rendere normale una stagione, uscire dall’ancora Coppa Italia col Milan renderebbe tutto ancora più banale, come la gara della Lazio di oggi. Nessuno è esente da responsabilità, magari Inzaghi ne ha qualcuna in meno ma anche insistere con giocatori come Marusic e Patric comincia a essere una colpa importante, così come aver schierato a gennaio un giocatore inabile come Lukaku senza pretendere un rinforzo perché lo stesso Durmisi, come Berisha, sembrano marziani catapultati da un pianeta senza porte e campi d’erba. 
Gianluca La Penna   
 
Lazio-ChievoVerona 1-2
Marcatore: 49' Vignato (C), 52' Hetemaj (C), 67' Caicedo (L)
 
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric (38' Parolo), Acerbi, Radu (15' Luiz Felipe); Marusic, Milinkovic, Badelj (57' Correa), Luis Alberto, Durmisi; Caicedo, Immobile.
A disp.: Proto, Guerrieri, Wallace, Bastos, Romulo, Jordao, Cataldi, Lulic, Neto.
All.: Simone Inzaghi.
 
CHIEVOVERONA (4-3-1-2): Semper; Depaoli, Bani, Cesar, Barba; Leris, Rigoni (68' Dioussé), Hetemaj; Vignato (76'Kiyine); Meggiorini, Stepinski (83' Pellissier).
A disp.: Brigantini, Caprile, Tomovic, Frey, Andreolli, Ndrecka, Piazon, Karamoko, Pucciarelli, Grubac.
All.: Domenico Di Carlo.
 
 Arbitro: Daniele Chiffi (sez. Padova)
Assistenti: Rocca - Posado
IV uomo: Rapuano
V.A.R.: Maresca
A.V.A.R.: Di Vuolo
 
NOTE. Ammoniti: 40' Depaoli (C), 55' Rigoni (C), 73' Dioussé (C)
Espulsi: 35' Milinkovic (L), 95' Luis Alberto (L)
Recupero: 2' pt; 5' st.
 
 
Serie A TIM, 33ª giornata
Sabato 20 aprile 2019, ore 15:00
Stadio Olimpico di Roma
 



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