A Roma solo la Lazio

Lotito: “Lo stadio? Mai chiesto, ora aspetto. Mercato? Fino al 31 gennaio grazie a me”

Lotito: “Lo stadio? Mai chiesto, ora aspetto. Mercato? Fino al 31 gennaio grazie a me”

E' un Claudio Lotito decisamente loquace quello che ieri in diversi segmenti ha caratterizzato la giornata biancoceelste. Il presidente della Lazio nel pomeriggio ai microfoni di Radio Radio ha parlato di stadi di proprietà. “Non l'ho mai chiesto, ora spetto gli eventi. La Legge? Per l'80% la Legge Stadi l'avevo scritta io, poi è stata deturpata e i risultati mi sembrano chiari: quanti stadi sono stati realizzati?”, ha specificato il presidente della Lazio prima di entrare ancor di più nel cuore del problema. “Lo stadio deve essere facilmente raggiungibile, l'area che avevo proposto anni fa (i terreni al km 6 della via Tiberina) sarebbe stato accessibile tramite raccordo, autostrada, ferrovia e anche tramite il Tevere, poi me l'hanno bocciata e conoscete i motivi”. Tra questi non sussisterebbe il rischio idrogeologico. “Quella zona viene appositamente allagata quando il Tevere raggiunge una certa altezza a Ponte Milvio, ma tutta l'area è sottoposta a quel vincolo, lo stesso Comune di Monterotondo insiste in quell'area ma per evitare il rischio allagamento basta realizzare delle casse di espansione come si fa in tutti questi casi”. Come si risolve il problema? “Fare uno stadio costa, 300-440 milioni e nel mio progetto c'erano delle soluzioni, ci siamo capiti...Le case adesso come le vendi?, ricorda ancora Lotito che nel suo progetto prevedeva edilizia residenziale per ammortizzare il costo dell'operazione, ma la Legge per come approvata adesso vieta espressamente la realizzazione di edilizia residenziale. “Negli altri paesi gli stadi vengono finanziati dallo Stato, in Italia non ci sono soldi quindi...”, ha chiuso Lotito lasciando comunque una porta aperta: “Attorno a Roma ci sono tanti terreni facilmente raggiungibili dove poter realizzare uno stadio”. L'imprenditore romano in serata, poco dopo le 23, era a Piazza della Libertà per festeggiare i 119 anni biancocelesti, queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Radiosei. “Non è la prima volta che vengo a Piazza della Libertà, altre volte ero qui compreso nel mio primo anno di presidenza nel 2005”. Lotito ha ribadito l'importanza del tramandare i valori, poi sui tifosi ha aggiunto: "Quella della Lazio ha avuto una dimostrazione di cambiamento. Demonizzare i tifosi è sempre stato un errore. Come in tutte le famiglie: c’è chi non rispetta le regole e chi, come la stragrande maggioranza, che le ha sempre rispettate. Io penso che quella della Lazio abbia avuto una crescita esponenziale a livello di maturità, lo dimostrano i comportamenti all’interno dello stadio, senza abiurare a quelli che erano i nostri valori. Così come è successo nella gestione della società, che adesso è solida e forte, potendo raggiungere i risultati attraverso uno spirito d’unione. È l’unione che fa la forza”. Proprio i tifosi si aspettano un regalo nella finestra invernale di calciomercato. "Qui non si tratta di fare regali o non regali. Bisogna essere scientificamente razionali nel raggiungere certi obiettivi: la società non ha interesse a essere indebolita bensì a essere rafforzata. E sulla base di questo faremo tutto quello che sarà possibile, in relazione a ciò che c’è già in organico e a quello che può essere l’avvicendamento all’interno dell’organico. Io sono stato colui che ha fatto in modo che il calciomercato si prolungasse fino al 31 gennaio, proprio per essere messo in condizione - come tutte le società - di poter fare non solo le cessioni ma anche gli acquisti".
 
 
 
 
  
 



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