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FOCUS - Esenzione terapeutica: cos'è, modi e tempi per richiederla

FOCUS - Esenzione terapeutica: cos'è, modi e tempi per richiederla

Da venerdì scorso in casa Lazio uno degli argomenti di discussione riguarda la convocazione di Stefan de Vrij da parte della Procura Nazionale Antidoping (PNA) per alcune presunte irregolarità emerse dopo il controllo antidping a carico dell'olandese, sorteggiato per la gara Lazio-Hellas Verona del 19 febbraio scorso. Il capo della PNA, Pierfilippo Laviani, ieri ha dapprima ascoltato il numero 3 della Lazio, quindi ha audito anche uno dei emdici biancocelesti, Angelo Ventura. Dopo i due colloqui Laviani ha deciso he serviranno altri accertamenti per chiarire l'accaduto. Al momento non trapela nulla di ufficiale, ma quasi certamente al centro di questa vicenda potrebbe esserci la mancata reiterazione della richiesta di esenzione a fini terapeutici di un farmaco, principio altrimenti vietato perché presente nella lista dei medicinali considerati dopanti. Come noto, de Vrij per lenire il dolore al ginocchio in passato ha fatto uso di infiltrazioni con medicinali tra cui un cortisonico, e sarebbe questa la sostanza trovata che ha fatto scattare il cosiddetto 'esito atipico' delle analisi fatte al giocatore. Per capire il cuore di questa storia bisogna intanto capire cosa intendiamo per “Esenzione a Fini Terapeutici” ((Therapeutic Use Exemption - TUE), la risposta la troviamo nelle Norme Sportive Antidoping (NSA), ovvero il Codice Coni basato sul  Codice Mondiale Antidoping della WADA: "Gli Atleti possono soffrire di determinate patologie o disturbi che richiedano l’assunzione di medicinali ovvero la pratica di metodi inclusi nella Lista proibita della WADA, per cui si rende necessario attivare la procedura di TUE per richiedere l’autorizzazione all’uso. Un’esenzione a fini terapeutici (TUE) è l’autorizzazione concessa dal Comitato per l’Esenzione a Fini Terapeutici (CEFT) ad utilizzare a scopo terapeutico sostanze o metodi inclusi nella Lista WADA delle sostanze e metodi proibiti”. A regolare la richiesta della TUE in primis è l'articolo 14 delle NSA che nei primi tre commi specifica: gli Atleti possono trovarsi in condizioni di salute che richiedano l’uso di particolari farmaci o trattamenti. Le sostanze o i metodi a cui potrebbero ricorrere possono essere compresi nella Lista. In tale ipotesi va attivata la procedura per l’ottenimento di una Esenzione a Fini Terapeutici (di seguito TUE); a tal fine va presentata domanda di TUE al CEFT secondo i tempi e le modalità contenute nel Disciplinare per le esenzioni a fini terapeutici allegato; avverso le decisioni di diniego è ammesso appello nelle modalità di cui all’articolo 29”. Detto ciò, l'eventuale violazione riguardarebbe o la mancata richeista di esenzione o, più probabilmente, il mancato rinnovo di una esenzione scaduta. Gli articoli 3 e 4  del Disciplinare TUE del CONI precisano le due modlaità con cui richiedere una TUE. Nel primo caso parliamo di un'esenzione richiesta prima dell'evento sportivo, in condizioni normali, ovvero quando la necessità di questa somministrazione o terapia è prevedibile e a conoscenza del calciatore con un discreto margine di tempo, in tal caso, si legge al comma 1 dell'articolo 3 “... è necessario che la domanda di TUE sia presentata, nei casi che lo consentano, almeno 30 giorni prima della partecipazione all’evento sportivo”. Laddove ci trovassimo davanti ad una patologia improvvisa, diciamo urgente, l'articolo 4, denominato infatti “Procedura di emergenza - TUE retroattiva”, al comma 1 reciota: “. L’Atleta ha facoltà di presentare una domanda di TUE che potrà essere concessa con validità retroattiva, in accordo con l’articolo 4.3 dello Standard Internazionale per la TUE (International Standard for TUE) nei seguenti casi: a. necessità di un trattamento di emergenza o di un trattamento di una patologia medica acuta; b. circostanze eccezionali, per le quali non vi siano stati tempo oppure opportunità sufficienti per la presentazione di una domanda di TUE prima del controllo antidoping, o per la sua valutazione da parte del CEFT”. Il caso de Vrij sembra ballare su queste due piste, la sensazione è che alla base di tutto ci sia stata una dimenticanza, probabilmente un rinnovo di una TUE non effettuato, diversamente l'attenzione potrebbe essere scattata perché il giocatore, convinto che l'esenzione fosse stata rinnovata prima del match, nel verbale ha candidamente ammesso di aver subìto un'infiltrazione senza che nessuno abbia attivato neanche la Procedura di emergenza per l'esenzione  retroattiva.         

Gianluca La Penna



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