A Roma solo la Lazio

Lotito e la Figc: una norma vieta la corsa alla presidenza

Lotito e la Figc: una norma vieta la corsa alla presidenza

Il nome di Claudio Lotito, sin dai suoi primi giorni datati 2004 da presidente della Lazio, resta perennemente vicino alle stanze dei bottoni del calcio. Consigliere federale, fondamentale per l'avvento di Carlo Tavecchio alla persidenza Figc, mente delle nuove norme per l'iscrizione ai campionati, l'imprenditore romano seciondo alcuni organi di informazone starebbe pensando a candidarsi alla presidenza Figc. Swenza entrare nel merito di tale scelta, leggendo le norme in vigore l'eventualità che un presidente di un club diventi il numetro 1 di via Allegri appare remota. Sfogliando infatti lo Statuto Figc, più precisamente l'articolo 29 denominato “Requisiti e incompatibilità”, al comma 3 si legge: “La carica di Presidente federale è incompatibile con ogni altra carica elettiva federale, di Lega, di Componente tecnica o di società. Le cariche di Presidente, Vice‐Presidente e Consigliere federale sono incompatibili con altre cariche elettive sportive nazionali in organismi riconosciuti dal CONI”. In sostanza quindi, l'azionista di comando biancoceleste, così come i suoi omologhi, sembrerebbe tagliato fuori dalla corsa alla successione di Carlo Tavecchio, chance che sarebbe invece possibile se Lotito – sempre che la nostra interpretazione della norma sia corretta – rinunciasse alla presidenza della Lazio. Questo scoglio verrebbe a cadere invece per la vice-presidenza, carica che Lotito potrebbe ricoprire senza alcun profilo di incompatibilità. La sensazione infatti è che il presidente della Lazio, nell'ambito di una candidatura interna, possa divenire il vicepresidente vicario, con Cosimo Sibilia, attuale presidente dei Dilettanti, in corsa per la poltrona maggiore. Domenica scadranno i termini per le candidature a Via Allegri, poi sarà countdown fino al 29 gennaio.  
 
Gianluca La Penna
 



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