A Roma solo la Lazio

Murgia regala la Supercoppa ad una Lazio infinita: Juventus ko 3-2

Murgia regala la Supercoppa ad una Lazio infinita: Juventus ko 3-2

Una Lazio sontuosa, priva di due dei suoi big, Anderson e Keita, con l’ennesimo colpo di scena di questa stagione, si porta a casa la Supercoppa 2017. Davanti a circa 50mila spettatori, al minuto 94’ un piattone di Murgia, servito da uno slalom della “molla Lulaku”, ha fissato lo score sul 3-2 per la squadra di Simone Inzaghi che così, dopo oltre 4 anni – era il 29 gennaio 2013 – torna a battere la Juventus al termine di una gara che, fino al minuto 85, vedeva i capitolini col doppio vantaggio e con più di mezzo trofeo in tasca. Diretta dall’arbitro Massa di Imperia, il match era iniziato con più di qualche brivido per i biancocelesti: al 4’ infatti Cuadrado, con una trama simile a quella che porterà alla rete di Murgia,  dal cuore dell’area, si vedeva respingere il destro con il piede da Strakosha. Juve col 4-2-3-1 annunciato, Barzagli terzino destro e Benatia accanto a Chiellini, mentre in mediana Pjanic e Khedira non si toccano. Lazio con il 3-5-2: Basta in mediana ha la meglio su Marusic, sul lato opposto si muove Lulic, Leiva è il regista con Parolo e Luis Alberto interni; in attacco Milinkovic in appoggio a Immobile. Come detto, i Campioni d’Italia sembrano più in gara, ma l’impressione dura poco tanto che al quarto d’oro, una volta prese le misure, una percussione di Basta sulla destra riporta il conto delle occasione in parità. La Lazio sta meglio, Luis Alberto senza palla si allinea a Parolo e Leiva, mentre in possesso crea superiorità sulla trequarti, mandando in tilt i due centrali, spesso in affanno su chi uscire, considerato sia il movimento di Immobile, sia il galleggiare dello splendido Milinkovic. Il vantaggio al 32’: Leiva anticipa Dybala, palla a Milinkovic che di prima innesta Immobile bravo a bucare i due centrali, l’ex Siviglia viene fermato da Buffon ed il fischietto di Imperia decreta la massima punizione. Ottima la trasformazione del Ciro nazionale, piatto forte e preciso su cui Buffon intuisce ma non arriva. La Lazio consolida il risultato anche dopo l’1-0, in mediana non c’è partita, se ne accorge anche Allegri, ma i cambi arrivano solo al 56’, quando la frittata sembrerebbe già fatta. Un cross dalla trequarti di Parolo al 54’ trova ancora Immobile, stacco tra i due centrali e cuoio sotto il sette alla sinistra di Buffon: 2-0. Il tecnico livornese cambia tutta la fascia destra, dentro De Sciglio e Douglas Costa per Benatia – Barzagli scala centrale – e Cuadrado;  la prima conseguenza sono un paio di tiri del brasiliano, nonché una serie di cross che piovono davanti a Strakosha. In realtà il trio Wallace-De Vrij-Radu non soffre granché, la gara cambia infatti su una palla ferma. Mancano cinque minuti alla fine,  sul centro sinistra punizione da oltre 25 metri per fallo su Dybala: l’argentino colpisce di interno sinistro, il cuoio aggira in larghezza la barriera e beffa l’estremo difensore laziale. Intanto Allegri finisce i cambi al 72’ con Bernardeschi per Mandzukic, due minuti dopo Inzaghi leva Basta e Lulic per Marusic e çukaku, mentre all’80 Murgia rileva Leiva. I cambi del tecnico piacentino cambiano la contesa: in negativo Marusic perché causa il rigore che Dybala all’85’ trasforma nel 2-2; Lulaku, come detto, al 94’ salta come un birillo De Sciglio servendo al talento dell’Eur la palla che vale la Coppa. Finisce 3-2 tra il tripudio biancoceleste, si goede sotto la Curva dove accorre, dopo anni di esilio forzato, anche il presidente Claudio Lotito; unico assente Keita, protagonista mancato il cui destino dipenderà dalla voglia che avrà la Juventus di sborsare almeno 25 milioni. La Juve deve riflettere sugli errori commessi stasera – spina staccata al 94’, gambe molli per la folle tornée in America e un centrocampo che abbisogna di Marchisio e di gente di gamba e fosforo – la Lazio da par suo si mostra solida e compatta, con il pregio di avere in rosa diversi giocatori versatili, in grado di soddisfare quasi pienamente Inzaghi. Il quasi è legato al futuro di Keita: senza il senegalese si impone un ritorno sul mercato, serve un altro giocatore in grado di creare la superiorità numerica, come visto stasera il ds Tare ha mostrato di saperlo scovare amche senza spendere cifre iperboliche.                              
 
IL TABELLINO
Juventus-Lazio 2-3
Marcatori: 32', 54' Immobile (L), 85', 91' rig. Dybala (J), 94' Murgia (L)
 
 JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Barzagli, Benatia (56' De Sciglio), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (56' Douglas Costa), Dybala, Mandzukic (72' Bernardeschi); Higuain.
A disp. Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Lichtsteiner, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Marchisio, Kean.
All. Massimiliano Allegri
 LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace, de Vrij, Radu; Basta (74' Marusic), Parolo, Leiva (80' Murgia), Luis Alberto, Lulic (74' Lukaku); Milinkovic, Immobile.
A disp. Vargic, Guerrieri, Hoedt, Luiz Felipe, Patric, Di Gennaro, Felipe Anderson, Palombi, Caicedo.
All. Simone Inzaghi
 
 
Arbitro: Massa (sez. Imperia). Ass: Meli-Crispo. IV: Fabbri. Add: Irrati- Damato.
 
NOTE. Ammoniti: 31' Buffon (J), 41' Leiva (L), 52' Mandzukic (J), 70' Lulic (L), 73' Pjanic (J), 84' Parolo (L), 89' Immobile (L)
Recupero: 4' st. 
 
GLP
 
 
 



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