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CoVid19: 25600 nuovi positivi. Tasso di contagio al 14,70%

CoVid19: 25600 nuovi positivi. Tasso di contagio al 14,70%

In data 31 ottobre l’incremento nazionale dei casi è +4,90% (ieri +5,04%) con 679.430 contagiati totali, 289.426 dimissioni/guarigioni (+5.859) e 38.618 deceduti (+297); 351.386 infezioni in corso (+25.600). Elaborati 215.886 tamponi (ieri 215.085); 31.758 nuovi casi (somma dei nuovi positivi, dei dimessi e/o guariti e dei decessi); rapporto positivi/tamponi 14,71% (ieri 14,45%). Ricoverati con sintomi +972 (17.996); terapie intensive +97(1.843). Nuovi casi soprattutto in: Lombardia 8.919; Campania 3.669; Piemonte 2.887; Veneto 2.697; Toscana 2.540; Lazio 2.289; Emilia Romagna 2.046; Liguria 1.068; Sicilia 952; Puglia 762. In Lombardia curva +4,77% (ieri +5,03%) con 46.781 tamponi (ieri 46.892) e 8.919 positivi; rapporto positivi/tamponi 19,0%% (ieri 19,1%); 195.744 contagiati totali; ricoverati +335 (4.033); terapie intensive +22 (392); 73 decessi (17.535). Due domande (e risposte) chiave. La prima: quanto stiamo davvero individuando i positivi, mentre celebriamo il continuo incremento dei tamponi? Purtroppo poco, visto il parallelo incremento del rapporto positivi/tamponi: considerando i soli test diagnostici (escludendo quelli per verifica di guarigione) a livello nazionale siamo ormai vicini al 20%; in Lombardia e in altre aree del Paese al 25%. Un rapporto in linea con quello di marzo-aprile. Parametrando i dati è ipotizzabile, con un po’ di ottimismo, che in questo momento si riesca a individuare un positivo su 3. Ma non è azzardato stimare il numero dei contagi in 6-8 volte la parte visibile, con una platea vastissima di asintomatici che sfugge al tracciamento. Seconda domanda: quanto ci costa ogni giorno di attesa rispetto all’adozione di misure efficaci? Il virus è per sua natura capace di fare una sola cosa: replicarsi, 24 ore su 24. Non si ferma davanti alle fasce orarie e alle blande raccomandazioni (spesso disattese) sul comportamento. Continuerà a replicarsi, nei prossimi giorni, con vigore crescente: nel week end, quando i numeri calano, è perché si fermano i laboratori, non il virus. Se anche il numero dei casi restasse stabile (cosa del tutto improbabile) attendere dieci giorni per attuare misure più efficaci comporterebbe almeno 300.000 nuovi casi. Sempre sui parametri attuali ci sarebbero 15-18.000 nuovi ricoveri, con 1.500-1.800 pazienti in più in terapia intensiva. E, dopo il blocco, per 14 giorni avremmo un effetto trascinamento al rialzo prima di vedere la curva rallentare. Il fatto che tutta l’Europa sia più o meno nelle stesse condizioni non ci esime dal vedere i risultati ottenuti nei Paesi Asiatici: non solo in Cina, ma anche in Corea, Giappone, Taiwan (oltre 200 giorni senza casi interni). La strategia è unica: bloccare immediatamente il virus quando esprime numeri piccoli, anticipare le misure di contenimento e tenerlo sotto controllo. Non lo abbiamo fatto. Aspettare, per vedere cosa fa, significa lasciargli fare l’unica cosa che sa fare: replicarsi, sempre più velocemente.

ilsole24ore.com

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