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La bugia di Gualtieri sui bonus: per autonomi e partita Iva no Inps serve decreto interministeriale

La bugia di Gualtieri sui bonus: per autonomi e partita Iva no Inps serve decreto interministeriale
Il 20 maggio scorso, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, apriva il cuore ai possessori di partita Iva e autonomi vari, affermando:«In 2-3 giorni, ci sarà il pagamento diretto dei 600 euro ai 4 milioni di lavoratori autonomi che li hanno già avuti». Fraee incompleta e purtroppo, falsa. Infatti, la dichiarazione è ibncomplerta, perché il ministro, da brutta abitudine e dandolo per scontato, si riferiva a chi versa all'INPS, dimnenticandosi di tutti i professionisti, leggi avvocati, giornalisti, commercialisti o medici, che versano alle casse private. Ora, dubirtando che tutti i percettori INPS abbiamno incassato l'assegno, per gli altri la verità è un'altra decuisamente brutta: per avere i soldi servirà l'emanazione di uin decreto interministeriale. A ciò, nel Decreto Rilancio si precisa che per realizzare questo provvedimento la scadenza non è più di 30 gg, bensì di 60, tradotto: il decreto per sapere se e come arriveranno i soldi potrà arrivare al massimno entro il 19 luglio. Insomma, una beffa ulteriore del quale non si sentiva il bisogno. Di seguito la nota pubblicata dall'INPOGI; l'ente previdenzile dei giornalisti, che annuncia la triste novella: "Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del “Decreto Rilancio” (DL n. 34 del 20 maggio 2020) viene ufficialmente confermata l’estensione del pagamento, anche per i mesi di aprile e maggio 2020, dell’indennità in favore dei lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994 n. 509 e 10 febbraio 1996 n. 103. In particolare, l’art. 78 del DL n. 34 prevede il rifinanziamento dell’apposito fondo istituito dall’art. 44 del Decreto legge “Cura Italia” per il “reddito di ultima istanza”, destinato a finanziare – tra l’altro – l’indennità in oggetto. Quanto ai requisiti di accesso, la norma precisa, inoltre, che l’indennità può essere riconosciuta solo a coloro che alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o titolari di pensione. Il Decreto Rilancio, quindi, interviene ampliando il limite di spesa complessivo del predetto Fondo destinato ai professionisti (da 300 milioni di euro a 1.150 milioni di euro), rinviando la definizione dei requisiti, delle modalità e dei termini di erogazione dell’indennità ad un successivo Decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare – questa volta – non più entro trenta bensì entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. I ministeri, quindi, dovranno disciplinare le modalità operative per la corresponsione del “bonus” entro il prossimo 19 luglio 2020. In attesa del decreto interministeriale, quindi, l’INPGI – al pari degli altri enti e casse di previdenza dei professionisti – non potrà precedere nè a ricevere le domande da parte degli iscritti né, ovviamente, a disporre l’erogazione delle somme. Naturalmente, l’Istituto provvederà con la massima tempestività ad aggiornare e a fornire le relative istruzioni a tutti gli iscritti non appena sarà emanato il predetto Decreto interministeriale".
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