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Acerbi: "Lazio con gli stessi difetti: senza determinazione domini un tempo e perdi con Spal e Cluj"

Acerbi:
Francesco Acerbi ha parlato oggi da Coverciano, sede del ritiro azzurro in vista della gara di sabato sera, Stadio Olimpico ore 20.45, contro la Grecia, match poit per le qualificazioni a Euro2020 (Martedì 15 ottobre a Vaduz Lietchenstein-Italia, ndr).“È importate che la Nazionale dopo tanti anni torni a Roma (l’ultima volta all’Olimpico risale al match con la Norvegia dell’ottobre 2015, ndr)”, ha dichiarato Acerbi. “Ci aspettiamo tanto pubblico, siamo entusiasti di giocare a Roma e speriamo di far divertire la gente, chiudendo il cerchio e qualificandoci. Sarà una bella cornice, entrare con la maglia della Nazionale nello stadio della città in cui giochi con il club ti dà un'emozione in più”. Sulla stessa lunghezza d’onda Spinazzola: “Giocare all’Olimpico è sempre bello, sabato sarà una grande festa. Lo stadio sarà pieno di gente e i romani ci daranno tanto calore”. Tre anni fa Acerbi ha sperato fino alla fine di entrare nella lista dei convocati per EURO 2016: “Ho fatto con Conte quasi tutto il percorso, ma poi ha scelto altri da portare in Francia. Ora il mio obiettivo è arrivare all'Europeo, ma non da comparsa. Cerco sempre di dimostrare, sia con la Lazio che con l'Italia, il mio valore".  I voti in pagella sono sempre alti, a dimostrazione di una costanza nel rendimento che lo porta ad ambire ad un posto da titolare: “Mi preparo sempre per giocare, poi decide il mister. Da dopo la malattia ho sempre fatto ottime stagioni, sto attraversando un ottimo momento e cerco sempre di migliorarmi restando umile". A chi ha detto che il girone dell'Italia era semplice, Acerbi risponde: "Vincere non è mai facile, sulla carta forse siamo superiori alle altre squadre, ma poi devi dimostrarlo sul campo. Se ottieni questi risultati vuol dire che il gruppo c’è e che non manca la qualità".È un vero combattente il difensore della Lazio, tornato a giocare dopo aver sconfitto una brutta malattia, un tumore che sei anni fa sembrava poter mettere fine alla sua carriera. Domani la Nazionale andrà in visita ai bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e per lui sarà una giornata davvero speciale: “Quando entro in questi reparti essendoci passato anche io sono felice di poter regalare un sorriso e dare una parola di conforto. I bambini hanno una forza che noi adulti non abbiamo, trasmettono sempre una grossa energia. Speriamo di portare loro un po’ di gioia”. L'ex centrale del Milan, come riportato daa lalaziosiamonoi, ha anche parlato di Lazio. “A differenza della Roma, noi abbiamo fatto pochi cambi: c’è lo stesso mister, in squadra siamo gli stessi giocatori e quindi i problemi sono più o meno rimasti quelli, gli stessi  da quando sono alla Lazio: giochiamo bene, creiamo tanto, ma perdiamo gare che non dovremmo perdere. Se la classifica è questa, vuol dire che ci manca di salire quel gradino che ci porta a fare quel salto di qualità che ora non c'è. Abbiamo grandi giocatori, ci manca la voglia di portare a casa il risultato, quella determinazione che contraddistingue le squadre top e quelle subito dietro. Ci manca la voglia di raggiungere gli obiettivi, che ti porta a vincere o anche a pareggiare certe partite; non puoi prendere due gol dalla Spal o dal Cluj dopo aver dominato e perdere. Una squadra come la nostra non può. Spero che si riesca a breve a migliorare e fare questo salto di qualità, la classifica non rispecchia dove dovremmo essere". 
 
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