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Per la Lazio è stato un anno quasi perfetto

Non fosse per le ultime rivelazioni, peraltro tutte da dimostrare, del «pentito» Gervasoni, sarebbe stato un anno quasi perfetto. Certo, è mancata la Champions, sfuggita per un pugno di gol e per qualche arbitraggio perlomeno discutibile, ma nel complesso si chiude un 2011 ottimo. Perché la crescita del club continua, perché ormai da diciotto mesi la Lazio è in pianta stabile nelle prime cinque posizioni del campionato. E, se non bastasse, c'è anche il superamento del girone di Europa League che riporta il nome della società a una dimensione internazione che sembrava smarrita. Promosso Lotito che, dopo aver fatto tesoro degli errori commessi nella stagione della grande paura (quella di Ballardini, per intenderci) sta portando la Lazio sempre più in alto con l'aiuto del diesse Tare. È migliorato il rapporto con la tifoseria, si è riconquistata una fetta importante di giovani fans grazie alla splendida iniziativa dell'aquila Olympia, inoltre in estate si è operato con una buona campagna di rafforzamento che ha portato sette nuovi giocatori in maglia biancoceleste. Sono arrivati Klose, Cisse, Konko, Marchetti, Cana,Stankevicius e Lulic, elementi di indubbio valore. Su tutti, naturalmente, il tedesco volante che ha fatto impazzire con gol e magie i tifosi laziali e ha impreziosito il primo periodo romano con la perla del derby vinto all'ultimo secondo contro la Roma. Positivo il rendimento del squadra, ottimo quello di Reja che, sfatato il tabù giallorosso, ha riportato la maggioranza degli scettici dalla sua parte. La sua Lazio non ruba l'occhio ma è concreta e resta aggrappata al treno Champions. Come in tutte le cose si può e si deve fare meglio: con investimenti o ancora più grandi per sognare il terzo storico scudetto magari puntando di più sul settore giovanile. Alla vigilia del compleanno numero 112 la Lazio è pronta a volare ancora più in alto. Luigi Salomone Il Tempo
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